Epatite C Zero: sulla strada verso la guarigione, ognuno con la sua storia

di Stefania Bortolotti

Un viaggio che ogni paziente affronta in modo diverso, con la sua storia, le sue speranze, le sue esigenze specifiche. È questo il filo conduttore di Epatite C Zero, web serie originale in 5 episodi che è stata presentata lo scorso 25 Novembre nel corso del Roma Web Fest. Un viaggio coast-to-coast a bordo di un van che attraversa l’Italia, dall’Adriatico al Tirreno, per raccontare l’epatite C dal punto di vista dei pazienti, coinvolgendo lo spettatore in una riflessione sulla complessità della malattia, sull’unicità di ogni paziente, sul valore del rapporto con il proprio medico e sulla fondamentale importanza della consapevolezza dei fattori di rischio, per una corretta prevenzione e per favorire un tempestivo intervento in caso di infezione. Epatite C Zero è il fulcro e il nome di una campagna educazionale promossa da MSD Italia in collaborazione con EpaC onlus e con la supervisione scientifica di FIRE – Fondazione Italiana per la Ricerca in Epatologia, per creare consapevolezza dei rischi legati all’HCV, promuovere la prevenzione e informare sulle possibilità di gestione della patologia alla luce delle nuove opportunità terapeutiche. L’epatite C è una infezione causata dal virus HCV che nel 60-70% dei casi cronicizza e, a lungo andare, può danneggiare seriamente il fegato, portando alla cirrosi. La cirrosi epatica è una delle più comuni cause di epatocarcinoma e di trapianto di fegato. In Italia, la stima dei pazienti diagnosticati supera le 300.000 persone, ma non è possibile determinare con certezza quanti abbiano contratto l’infezione da HCV senza esserne consapevoli.

«I pazienti diagnosticati con HCV rappresentano solo la parte visibile dell’iceberg dei pazienti infetti. Infatti, un numero non ben definito di persone che ha contratto l’infezione non sviluppa sintomi evidenti e dunque è difficile che venga identificata e trattata – dichiara Loreta Kondili, Ricercatrice presso l’Istituto Superiore di Sanità e Coordinatrice di PITER (Piattaforma Italiana per lo studio della Terapia delle Epatiti Virali) – A questo proposito, avvalendoci dei dati della piattaforma PITER e dei dati di trattamento forniti dall’AIFA, ci siamo proposti di studiare delle strategie per aumentare il cosiddetto linkage to care (i pazienti identificati e seguiti nei centri di cura), come un eventuale screening mirato su particolari gruppi della popolazione generale con maggiore probabilità di alta prevalenza».

Oggi con l’adeguato trattamento, l’infezione da HCV può essere curata. La priorità, adesso, è che ogni paziente possa essere indirizzato verso il percorso terapeutico più adatto.

Una delle caratteristiche dell’epatite C infatti è proprio la grande varietà di situazioni cliniche che spesso sono presenti nei pazienti insieme all’infezione e che richiedono un’attenzione particolare nella scelta della terapia: co-infezione da HIV, insufficienza renale, comorbidità cardiovascolari e metaboliche sono solo alcune di queste.. Ma oggi le cure ci sono e sono adatte a rispondere ai bisogni terapeutici di quasi tutti i pazienti. «La disponibilità di una cura efficace e con effetti collaterali di lieve entità ha rivoluzionato l’approccio alla cura dell’epatite C: oggi tutti i pazienti hanno indicazione alla terapia e possono essere trattati anche coloro che prima non erano candidabili per gravità di malattia, per comorbidità o coloro i quali rifiutavano il trattamento per timore degli effetti collaterali – dichiara Barbara Coco, Consigliere FIRE – Fondazione Italiana per la Ricerca in Epatologia e Dirigente Medico presso l’Unità Operativa di Epatologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Pisa – Le comorbidità come l’insufficienza renale, le cardiopatie o le malattie neurologiche non rappresentano più una limitazione e oggi è possibile parlare di approccio personalizzato, poiché ogni paziente può contare su una categoria di farmaci idonea a rispondere alle sue specifiche necessità».

I 5 episodi della web serie Epatite C Zero saranno pubblicati sul sito www.epatiteczero.it  con cadenza settimanale a partire dal 28 novembre.

 

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