ALCUNE ANNOTAZIONI SUL MONUMENTO DEDICATO A CAVOUR

di Carlo Radollovich

Il monumento a Camillo Benso conte di Cavour si erge maestoso nella piazza omonima, a due passi dai Giardini Montanelli.

Venne completato nel febbraio del 1865, ma inaugurato soltanto il 6 giugno dello stesso anno, per ricordare il giorno in cui lo statista cessò di vivere, quattro anni prima.

Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, il principe e futuro re Umberto I di Savoia, il generale Giovanni Durando, distintosi nelle tre guerre d’indipendenza e nella guerra di Crimea, il primo sindaco di Milano Antonio Beretta, in carica dal 1860 al 1867.

Sul basamento di granito spicca la figura bronzea del Cavour nell’atto di presentare al Parlamento il progetto di legge per la proclamazione del Regno d’Italia. Sulla gradinata, in basso, è rappresentata una donna seminuda, probabilmente l’Italia o forse la Vittoria o la Storia secondo altri, la quale sembra voler incidere con la mano destra il nome del politico torinese (vedi foto).

La statua del Cavour venne realizzata da Odoardo Tabacchi, scultore assai noto per aver dato vita anche all’imponente monumento dedicato ad Arnaldo da Brescia (Brescia) e per essere stato titolare della cattedra di scultura presso l’Accademia Albertina di Torino.

Ma veniamo alla statua che impersona l’Italia. L’incarico per la sua realizzazione era stato affidato dapprima ad Antonio Tantardini, già autore della colossale statua del “Mosè” ubicata presso l’Arcivescovado di Milano e della “Schiava”, opera che ottenne grande successo all’Esposizione Internazionale di Parigi.

Ma il Tantardini, pur ringraziando le autorità cittadine per l’incarico, rifiutò l’ordine, affermando che non sarebbe riuscito a portare a termine l’opera perché estremamente oberato di lavoro. Suggerì (proposta accettata) di affidare la realizzazione della statua a un suo giovane ma fidato collaboratore, di nome Francesco Barzaghi.

Questi, pure essendo alle sue prime esperienze artistiche (aveva solo ventiquattro anni) accettò di buon grado. Pare che contattasse allo scopo una bellissima studentessa del Conservatorio di Milano, convincendola a svolgere il ruolo di modella. Lei accettò (forse innamoratasi a prima vista dello scultore), non esitò a spogliarsi  e a posare per lui.

Ma il Barzaghi, evidentemente, era già pronto a percorrere una luminosa carriera: realizzò infatti, tra l’altro, la statua dedicata ad Alessandro Manzoni (piazza San Fedele) e a Napoleone III (Parco Sempione).

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