GUEVARA FUORI DAL MITO

di U. P.

Fare una mostra su Guevara è tutt’altro che semplice. Soprattutto se si lascia da parte il “Che” mitico e si vuole scoprire il “Che” vero, cioè l’uomo, il marito, il padre.

La nostra società, lo sappiamo bene, spesso si approfitta delle figure storiche e carismatiche per farle diventare delle icone, dei miti pop, con lo scopo, nemmeno troppo celato, di farne comunque commercio – la faccia del “Che” su magliette, su poster l’abbiamo vista tutti – riuscendo, allo stesso tempo, a banalizzare qualsiasi messaggio vi sia dietro.

Recuperare un personaggio, che fu scomodo un po’ per tutti (anche per la Sinistra), dandogli una dimensione reale e umana è un’operazione che, quindi, va seguita con attenzione. La prossima Mostra che si terrà alla Fabbrica del Vapore  dal 6 dicembre al 1 aprile 2018, intitolata “tu y todos” ha questa finalità, ben espressa da Daniele Zambelli, Presidente di Alma e Simmetrico Cultura, che l’ha ideata.

Ci sono voluti due anni di preparazione per realizzare questa esposizione che ha lo scopo di liberare la figura del Che da giudizi superficiali, togliendolo dal limbo e dagli stilemi che gli sono stati cuciti addosso e ne hanno stravolto il profilo. L’idea è quella di arrivare all’anima autentica di questo uomo che, come è stato detto, “sentiva sul suo volto bruciare lo schiaffo dato dal potere a una moltitudine di uomini e donne a cui è stata tolta speranza e dignità”.

La mostra affronterà dapprima il contesto geopolitico in cui operò Guevara, poi l’ambito biografico (pochi sanno che, oltre ad essere un grande organizzatore, scrisse molto riflettendo sulla sua azione e le ingiustizie del mondo) e, infine, l’aspetto più intimo e personale analizzando le lettere inviate alla moglie, alla famiglia, agli amici. Il tutto attraverso una ricerca storica accurata e approfondita che ha il pregio di utilizzare un linguaggio moderno, multimediale e accessibile a tutti.

Non si ricorrerà ad effetti speciali per puro spirito estetico; verranno usati tutti gli strumenti comunicativi più efficaci oggi disponibili grazie alle tecnologie, per favorire l’interattività ed evitare che i partecipanti non siano spettatori passivi. Ricordiamo, oltretutto, che l’obiettivo è raggiungere soprattutto le nuove generazioni per trasmettere il messaggio culturale del Che, cioè la capacità di uscire dalla propria area di confort per affrontare con spirito solidale il disagio della disuguaglianza, della sopraffazione, dell’ingiustizia sociale.

Un Guevara a tutto tondo che i visitatori potranno scoprire anche attraverso i suoi dubbi, le sue debolezze, le sue perplessità. Scriveva alla moglie: “Devi sapere che sono un misto tra un avventuriero e un borghese, combattuto tra una voglia lancinante di casa e l’ansia di realizzare i miei sogni.” Tutto questo, quindi, senza intenti epici che alla fine allontanano i personaggi in una eccessiva e inutile aura di idealizzazione staccata dalla realtà. Alla mostra che aprirà a dicembre ci saranno anche la moglie e il figlio di Che Guevara

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *