Nell’acqua di Milano c’è la microplastica?

di U. Perugini

Una ricerca effettuata da Orb Media, un sito americano (Washington), confermerebbe la presenza di microplastica nell’acqua potabile che esce dai nostri rubinetti. La notizia è subito rimbalzata sui media e in televisione creando apprensione.

Insomma, dei 311 milioni di tonnellate di plastica prodotte al mondo, tra i 4,9 e i 12,7 milioni vanno a finire nei nostri oceani e mari e, sembra, che una piccola parte finisca nella nostra acqua, considerato che la plastica impiega anni prima di distruggersi (almeno 450).

In altre parole, piccoli pezzi di plastica (microplastica), degradandosi potrebbero diffondere nell’acqua sostanze inquinanti, anche pericolose per la salute.

Ma a Milano dobbiamo preoccuparci per la microplastica nell’acqua?

Sembrerebbe di no. Ce lo conferma MMSpa che precisa come l’acqua proveniente dai nostri rubinetti sia buona, sicura e controllata.

Ecco cosa ci dicono: “La città di Milano per approvvigionarsi utilizza solo acque di falda profonda e non acque superficiali (fiumi e laghi), dove si possono ritrovare residui di microplastica. Pertanto si esclude la possibilità che l’acqua che fuoriesce dal rubinetto possa avere contaminanti residui dalla microplastica”.

Vale la pena però ricordare che la normativa vigente in merito al controllo della qualità delle acque destinate all’uso umano al momento non prevede la ricerca di fibre di plastica o di composti organici rilasciati dal degrado di quest’ultima.

“Nelle acque superficiali, il D.lgs 152/2006, infatti, impone la ricerca degli ftalati (diesteri dell’acido ftalico), utilizzati molto come additivi (ammorbidenti) nelle plastiche flessibili, in particolare nel PVC (polivinilcloruro).

Il laboratorio di MM misura regolarmente il composto di degradazione del PVC, il CVM nell’acqua (cloruro di vinile monomero) e, dall’entrata in vigore della DLgs n. 31/2001 non è mai stato rilevato”.

Nel nostro acquedotto c’è il carbone attivo che fa da filtro

“L’acqua di Milano è comunque trattata anche con carbone attivo, utilizzato per la rimozione di inquinanti organici e inorganici, e questo ha anche la capacità di trattenere, se presenti, macro particelle poiché funziona anche da filtro fisico.

Inoltre la rete idrica della città di Milano è costituita da tubazioni in ghisa grigia, ghisa sferoidale e acciaio e, solo per brevi tratti, alcune tubazioni sono in materiale plastico conforme alle normative comunitarie, indicato per il convogliamento di acqua ad uso alimentare visto il grado elevato di atossicità.

rete-idrica-milano

I materiali innovativi delle tubazioni, che vengono proposti, sono comunque testati da MM, in collaborazioni con enti di ricerca indipendenti, per valutarne i possibili rilasci, prima di qualunque utilizzo in rete.

Il laboratorio di MM di Milano si è attrezzato, negli ultimi anni, di strumentazione analitica d’avanguardia che permette non solo le analisi di routine (190.000 all’anno), ma la ricerca e lo studio di possibili inquinanti diversi, emergenti, per garantire, per quanto possibile, una costante qualità della nostra acqua potabile, elevatissima”.

MM, quindi, ribadisce che l’acqua di Milano, che ha una tariffa tra le più basse d’Europa, è senza dubbio buona, controllata, quindi sicura.

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