LE BARRIERE A PROTEZIONE DEL CENTRO E NON SOLO

di Carlo Radollovich

Quanto accaduto recentemente a Barcellona ci costringe, per la salvaguardia di noi cittadini, a correre ai ripari nel più breve tempo possibile.

Certo, se prendessimo in considerazione soltanto l’estetica, quelle tozze barriere di cemento posizionate agli ingressi laterali della Galleria e in via Mercanti (sbarramenti pure definiti “jersey”), potremmo semplicemente descriverli come disarmonici. Ma queste rappresentano, almeno per ora, le naturali difese contro le azioni terroristiche che hanno insanguinato l’Europa.

Già si ipotizza di proteggere analogamente le vie dello shopping (vedi il Quadrilatero della moda) e anche, ad esempio, il centralissimo corso Buenos Aires, nonché le aree relative alle Colonne di San Lorenzo, all’Arco della Pace, alla Darsena.

Già si avviano accese discussioni su una curiosa proposta dell’architetto Stefano Boeri, il quale ritiene di ingentilire gli attuali sbarramenti sostituendoli con piante di quercia e di melograno, convinto che le misure di sicurezza predisposte dovranno purtroppo durare per anni. I sostenitori dell’idea di Boeri vorrebbero infatti ingraziosire la città non con blocchi di calcestruzzo, ma con alberi che conferirebbero alla nostra Milanoun volto fresco.

Ovviamente, la controparte dichiara apertamente che, ancora prima dell’estetica, va garantita la sicurezza del cittadino, il quale ha diritto di camminare senza allarmismi per il centro della città, in barba all’eleganza di…natura vegetale che si vorrebbe sfoggiare.

Forse, si arriverà ad un giusto compromesso, ma per ora le barriere antisfondamento costituiscono in ogni caso un baluardo grandemente sicuro. Per coloro che fossero alla ricerca di una nota aggraziata, si potrebbe eventualmente diminuire la “brutalità ” dell’impatto con il cemento incaricando abili writers, di valido gusto e di accertata preparazione artistica, affinché queste barriere possano risultare più gradevoli alla vista.

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