PASSO DELLO STELVIO: IL CALDO BLOCCA LO SCI ESTIVO

di Carlo Radollovich

Negli anni Trenta, nei pressi del Passo dello Stelvio, iniziarono i primi corsi di sci estivo. Ma i primi veri successi di questa iniziativa furono ottenuti soltanto negli anni Cinquanta, quando vennero costruiti la Capanna Nagler e altri due rifugi: uno nelle vicinanze del ghiacciaio e l’altro poco distante dal Passo. Con assoluta comodità, partendo dal pratico parcheggio situato accanto al Passo, si raggiunge in funivia il monte Trincerone a 3000 metri circa di quota. Da qui, con una funivia ancora più efficiente e moderna, si arriva al meraviglioso rifugio Livrio. Il percorso è praticamente giunto al termine: se in loco i quattro ski-lift fossero in funzione, si accederebbe con facilità alle piste del ghiacciaio.

Quest’anno, tuttavia, per colpa di una stagione decisamente anomala, che ha fatto registrare temperature estive non osservate da decenni, gli impianti utilizzati da coloro che desiderano sciare tra le curve del ghiacciaio anche nei mesi di luglio e agosto, sono a tutt’oggi ancora completamente fermi. Purtroppo, anche le scarse precipitazioni nevose dell’ultimo inverno contribuiscono a bloccare di fatto la situazione.

Il danno economico che ne deriva è consistente, se si considera soprattutto che il fatturato relativo a pernottamenti, ristoranti e acquisti presso negozi vari, è calato di parecchi punti.

Nei giorni scorsi si è registrata una nevicata di circa dieci centimetri, è vero, ma questa minima precipitazione non garantisce sufficiente sicurezza poiché diversi crepacci potrebbero aprirsi sotto gli sci degli sportivi. Dunque, gli ski-lift sono ancora forzatamente inattivi.

Ci si è chiesto: quali iniziative predisporre per attrarre quei turisti che sono ancora in attesa, come si diceva nel secolo scorso, di una bianca e abbondante visitatrice?

Le due funivie restano sempre aperte per coloro che desiderano ammirare lo stupendo panorama dall’alto. Ma non basta. Si è quindi pensato di organizzare escursioni gratuite nel Parco Nazionale dello Stelvio. Si auspica in tal modo, seppure indirettamente, di trarre vantaggio dalla penosa situazione accennata, offrendo un’alternativa di svago che potrebbe comunque produrre introiti di una certa misura.

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