LA VALLE SERIANA

di Carlo Radollovich

Nel mezzo delle incantevoli Alpi Orobie, la Valle Seriana si estende per una cinquantina di chilometri accanto al fiume Serio e, durante la bella stagione, rifiorisce stupendamente tra un mare di consistente verde e una serie di caratteristici paesaggi dai variegati colori.

Anche i Visconti, sino al 1447, apprezzavano rimarcatamente questa vallata, non soltanto per i commerci che andavano consolidandosi e per la produzione di tessuti di alta qualità, ma anche per l’aria purissima che si respirava tra i suoi boschi e i suoi monti.

Diventata terra di San Marco, paesi come Albino, Nembro e Alzano, al centro di importanti attività manifatturiere, suscitarono il compiacimento da parte della Serenissima per la significativa espansione economica verificatasi nella valle, tanto da consentire prime esportazioni di vario genere in direzione soprattutto dell’Ungheria e di altre nazioni d’Oltralpe.

Certo, alcune epidemie di peste e le conseguenti mortalità nonché diverse azioni intraprese dalla concorrenza, frenavano il buon andamento dei commerci, ma quando Venezia fu costretta a cedere il suo dominio sulla Valle Seriana, così come sull’intero territorio bergamasco (era il 1797), i già citati paesi di Alzano, Nembro e Albino erano pronti a ripartire sotto i migliori auspici economico-finanziari grazie ai loro ben avviati cementifici e alle loro cartiere.

A decorrere dai primi anni del Novecento, la crescita industriale della zona si manifestava ancora più intensamente, senza tuttavia cancellare quell’impronta rurale ancora oggi presente in una serie di villaggi ubicati all’interno, a qualche chilometro dalla strada provinciale che percorre la vallata.

Forse per questo motivo, forse per le zone faunistiche e naturalistiche presenti, per i monti sui quali potersi arrampicare con una certa facilità (vedi il Pizzo Formico, la Presolana e molti altri), rimane la felice constatazione che i turisti vengono attualmente attratti da queste bellezze, sino a far registrare un aumento del 15 per cento rispetto all’estate 2016. Una interessante conferma? Ferragosto 2017 ha visto il tutto esaurito sia negli hotel del fondo valle sia presso i vari rifugi in quota.

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