L’IMPERATORE GREG, VINCENTE IN VASCA

di Carlo Radollovich

I campionati del mondo di nuoto si sono conclusi con un bilancio da favola per l’Italia, la quale ha conquistato quattro medaglie d’oro, tre d’argento e nove di bronzo. Quali le prestazioni più straordinarie? I 200 metri stile libero favolosamente vinti da Federica Pellegrini, su cui la stampa nostrana (e anche estera) si è già intrattenuta sui quotidiani con caratteri d’oro e poi l’indimenticabile marcia compiuta sui 1500 da Gregorio Paltrinieri, affettuosamente chiamato Greg.

Egli ha vinto una gara esaltante dopo una lunga volata, condotta in testa dal primo all’ultimo metro, sconfiggendo l’ostico rivale Mykhailo Romanchuk.

Il duello ha messo in evidenza la straordinaria volontà di Greg che ha avuto il sopravvento con straordinaria sicurezza sul rivale, il quale in cuor suo riteneva di battere l’italiano con un facile sprint sulla dirittura d’arrivo. Quando il nuotatore di casa nostra, ancora prima di uscire dall’acqua, ha orgogliosamente pronunciato la frase “Il numero uno sono sempre io”, nessuno ha potuto contestare, neppure parzialmente, la sua affermazione. Tutti si sono complimentati con il fenomeno imbattuto da tre anni sui 1500 stile libero e hanno sportivamente riconosciuto la sua forza.p

E’ stata una vittoria conquistata con i muscoli, ma anche con l’intelligenza: ha fiaccato il rivale con strappi continui e non si è mai avvicinato alla corsia di Romanchuk, con l’intento di non concedergli una certa scia che lo avrebbe facilitato. Il suo vantaggio, anche se in termini di decimi di secondo, è progressivamente aumentato a 100 metri dal traguardo. Da quasi sempre abituato a nuotare tutto solo nel finale di gara, dopo aver distanziato gli avversari, è stato stimolato dalla vicina presenza del rivale e ha condotto un’autentica volata che, per impegno, potremmo definire in termini ciclistici da vero “finisseur”.

Nella gara precedentemente disputata, gli 800 metri stile libero, Greg aveva fallito il sogno di conquistare la medaglia più pregiata. Ma da questa sconfitta aveva tratto una carica psicologica immensa: cancellando preoccupazione e qualsiasi timore, si era riproposto “toto corde” di affrontare con fiducia i 1500.

Ora, Paltrinieri si godrà un meritato riposo, ma lo osserviamo sin d’ora mentalmente impegnato ad inseguire ulteriori traguardi: uno di questi riguarderà senz’altro le grandi distanze competitive che si svolgeranno in mare alle prossime Universiadi. Moltissimi in bocca al lupo, Greg !

 

 

 

 

 

 

 

 

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