L’ITALIA DEL SUD FALCIDIATA DA GRAVI INCENDI

di Carlo Radollovich

Anni fa si era ipotizzato di prevenire gli incendi grazie alla sorveglianza continua di piccoli aerei (tipo piper), che avrebbero segnalato con tempestività primi focolai di incendi o anomale colonne di fumo.

Si intendeva prendere spunto da un servizio da tempo in vigore in Croazia, dimostratosi tutto sommato di buona efficacia. Ma la proposta non prese corpo, probabilmente considerando la grande estensione del nostro territorio rispetto a quello, più contenuto, dei nostri vicini di casa.

Purtroppo, indipendentemente da segnalazioni rapide o da preallarmi lanciati con la necessaria celerità, il nostro Paese si trova oggi coinvolto, in meridione, da roghi impressionanti che divorano numerosi ettari di bosco. Ad esempio, sta bruciando il Vesuvio, a causa della grande siccità e soprattutto per la criminalità di sciagurati piromani.

Ora si teme, sperando che il pericolo venga circoscritto, che il fuoco possa interessare anche certe abitazioni. Ad esempio, anche se per il momento solo a titolo precauzionale, sono state fatte sgomberare alcune case, mentre alcuni ristoranti ubicati vicino all’Osservatorio sono stati momentaneamente chiusi.

La mobilitazione di vigili del fuoco, di mezzi vari e di Canadair è scattata con puntualità e non è escluso che si ricorra anche a squadre di soccorso provenienti da altre province campane.

E che dire della situazione di altre località meridionali? Tra Calabria, Basilicata e Sicilia sono stati effettuati più di mille interventi. A Messina si riscontra oggi un certo  miglioramento, ma il calcolo dei danni sta assumendo proporzioni assai gravi.

In molti esprimono il parere che le pene per coloro che appiccano incendi debbano essere ancora più severe.  E’ difficile cogliere sul fatto i sciagurati piromani, ma questi devono essere informati, a priori, che gli anni di galera da scontare non saranno molti, ma addirittura moltissimi.

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