Don Milani: con la mente aperta e il cuore accogliente

di Antonio Barbalinardo  

Nello storico Quartiere Boldinasco, presso la sala teatro della parrocchia di Santa Cecilia, di via Giovanni della Casa 15, ieri è stato presentato il libro “DON LORENZO MILANI, Con la mente aperta e il cuore accogliente”, di Emma Paola Bassani e di Angelo Lucio Rossi, un libro un poco diverso dagli altri su don Milani. Questo libro, ben si colloca con i numerosi libri che sono stati recentemente scritti e presentati in ogni parte d’Italia in occasione della ricorrenza dei cinquant’anni dalla sua morte.

Don Lorenzo Milani, lo scomodo prete di Barbiana, fu amato dai suoi ragazzi e fu molto contestato da alcune fasce del clero toscano e dal mondo scolastico di allora per le sue idee innovative sulla formazione scolastica e professionale degli studenti o meglio dire dei suoi ragazzi.

Papa Francesco ha voluto riconoscere il valore importante di tale “prete” e in occasione della ricorrenza del cinquantesimo anniversario di morte, il 20 giugno scorso, si è recato a visitare la sua tomba e il piccolo paesino di Barbiana, lì dove don Lorenzo svolse la sua missione pastorale di prete e di educatore e lì Papa Francesco ha incontrato alcuni ex allievi di don Lorenzo Milani, ma prima era stato a visitare anche la tomba di don Primo Mazzolari, a Bozzolo della diocesi di Cremona, un altro grande “prete scomodo” degli anni ’40 e ’50, amato dai fedeli e poco capito dalle gerarchie ecclesiali.

Gli oratori M. Pilli, R. Viaconzi, C. Ferraro, E. P. Bassani, A. L. Rossi e G. Cavalli
Gli oratori: M. Pilli, R. Viaconzi, C. Ferraro, E. P. Bassani, A. L. Rossi e G. Cavalli

L’incontro culturale svoltosi presso il teatro della Parrocchia di Santa Cecilia, è stato organizzato dal “Circolo dei lettori Certosini”, dalla “Comunità Educanda di Santa Cecilia” e dal “Comitato MI’mpegno” e moderato dall’avvocato Carmelo Ferraro presidente del Comitato. Alla presentazione del libro hanno partecipato Giorgio Cavalli docente dell’Istituto Cardano e Genitore adottivo, Manuela Pilli docente e rappresentante del Circolo dei Lettori Certosini e Rossella Viaconzi docente e rappresentante del Direttivo Diesse Nazionale.

 L'intervento dell'autore A. L. Rossi
L’intervento dell’autore A. L. Rossi

L’incontro è stato introdotto dal moderatore Carmelo Ferraro, dove ha presentato l’incontro e gli oratori. L’autrice Emma Paola Bassani, ha introdotto in breve la figura di don Lorenzo e quanto riportato sul libro. Mentre l’altro autore Angelo Lucio Rossi ha riferito di “carboni accesi della fede” ed ha anche fatto riferimenti sull’allora giovane prete Loris Capovilla che fu invitato dall’allora Patriarca di Venezia a condurre un programma radiofonico e molte furono le sue riflessioni sui giovani e l’educazione.

Sono seguiti così gli interventi dei diversi oratori che hanno riferito su quanto riportato in parte sul libro, ma anche sulle riflessioni di don Milani confrontandole alla realtà dei giovani studenti di oggi. Molto interessante è stata anche la riflessione fatta dalla docente Rossella Viaconzi che ha riferito della bella esperienza che ha vissuto nell’incontrare alcuni ex allievi di don Milani, oggi “ragazzi settantenni” e ha letto con molta enfasi alcuni passaggi del libro.

 L'intervento del parroco don G. Ceruti.
L’intervento del parroco don G. Ceruti.

Dopo l’intervento del pubblico, don Giuseppe Ceruti, Parroco di Santa Cecilia, ha fatto alcuni riferimenti a quando lui era insegnante di religione e ha parlato sull’importanza del messaggio della “Parola”, perché oggi c’è bisogno che le parole che si pronunciano rispettino la realtà e affermino la verità.

 Il pubblico partecipante
Il pubblico partecipante

Dall’incontro e dibattito sul libro e in particolare sulla figura di don Lorenzo Milani, è emerso che il prete degli anni ‘50 e ’60 che parlava da laico, libero e anche un poco anticonformista, aveva visto, molto tempo prima quello che era l’essenziale nella formazione e l’educazione scolastica dei giovani e oggi ne è anche un esempio e conferma di quello che è la metodologia alla formazione della cosiddetta “Alternanza lavoro”.

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