VIETATI I TUFFI IN DARSENA

di Carlo Radollovich

Dal ponte di via Gorizia, tre italiani unitamente ad uno straniero, si sono tuffati nelle acque della Darsena con tanto di evoluzioni che hanno ricordato ai milanesi i recenti successi della campionessa Tania Cagnotto.

Le esibizioni, protrattesi per oltre un’ora e apprezzate da curiosi accorsi in zona in discreto numero, sono state interrotte dai sommozzatori della Polizia locale, gli stessi che sono sempre costretti  a destreggiarsi professionalmente in loco quando qualche sventurato scivola in acqua.

La voglia di cimentarsi in ulteriori esercizi è stata stoppata dai polizziotti con grande dispiacere non soltanto da parte dei presenti, ma anche degli stessi tuffatori perché hanno dovuto sborsare 150 euro per estinguere la salata ammenda inflitta.

In effetti, il divieto di balneazione, peraltro valido lungo il corso di tutti i Navigli, resta sempre in vigore, ad eccezione di grandi avvenimenti speciali o del conosciutissimo Cimento invernale.

Il motivo principale risiede nel mantenere la massima sicurezza in tutti questi corsi d’acqua, Darsena compresa, ove il pericoloso impatto con un certo numero di imbarcazioni potrebbe verificarsi.

A proposito di divieti e necessari controlli, si sono intensificati gli accertamenti in occasione di importanti eventi in luoghi pubblici, proprio per evitare il ripetersi di fatti come quelli avvenuti recentemente a Torino in piazza San Carlo, con centinaia di feriti.

La prova generale è stata superata brillantemente in piazza Duomo l’11 giugno in occasione del concerto diretto da Riccardo Chailly (era stato consentito l’ingresso massimo di 25mila persone) e ora già si “lavora” in previsione dei ritrovi musicali allo stadio Meazza e degli appuntamenti nell’area Expo.

Ci auguriamo che tutto possa svolgersi nel massimo ordine, prevenendo quelle incresciose manifestazioni di panico verificatesi nel capoluogo torinese.

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