ANACI: Intervista al Presidente Leonardo Caruso (prima parte)

di Ugo Perugini

Cos’è l’ANACI? Quali sono i suoi compiti? Come si è evoluta la professionalità dell’amministratore di condomini? Quanto è importante la sua formazione?

Le famiglie italiane che vivono in case di proprietà, secondo una statistica che risale a qualche anno fa, sono circa il 75%. Famiglie, quindi, non singoli cittadini come spesso si dice. Eppure, tra tutte queste persone non è ancora chiaro quanto sia fondamentale scegliere un amministratore condominiale giusto, in grado di offrire garanzie di serietà, professionalità, competenza.

Come al solito, la gente se ne rende conto “ex post”, di fronte a qualche episodio di malversazione, irregolarità, appropriazione indebita ed è costretta a pagare di tasca propria. C’è ancora l’idea che chiunque possa fare l’amministratore di stabili. Che sia una attività che non richieda particolari conoscenze e professionalità.

Niente di più sbagliato. Oggi, le cose sono decisamente cambiate rispetto al passato. Gli amministratori sono dei veri professionisti, ai quali si richiedono competenze in numerosi settori e che soprattutto devono essere in grado di assumersi responsabilità di tipo penale e civile.

Questa scarsa conoscenza del settore porta anche a sottovalutare il contributo che può dare l’ANACI, che a Milano ha la sede Provinciale più grande d’Italia, che raggruppa gli amministratori di condominio professionisti e svolge un ruolo molto delicato, dal momento che offre ai propri aderenti un valido supporto tecnico, gestionale e legislativo, con attività di formazione e aggiornamento, attraverso seminari e convegni, per mantenere elevato il loro livello di qualificazione, come previsto obbligatoriamente dalla normativa vigente.

E questa attività, in modo indiretto ma efficace, fornisce ai condomini quelle garanzie che ognuno cerca quando si rivolge a un amministratore professionista, oltre all’onestà, alla trasparenza, all’indipendenza, cioè la qualità e la competenza gestionale, tecnica e amministrativa.

All’ANACI, la più importante tra le Associazioni degli Amministratori Condominiali – che opera su tutto il territorio nazionale – fanno capo circa 9.000 amministratori di condominio professionisti, ognuno dei quali gestisce un patrimonio immobiliare di notevoli dimensioni. ANACI è una Associazione nata 22 anni fa, attraverso la fusione di due associazioni precedenti (ANAI – AIACI), e, a rappresentare la sede Provinciale di Milano, al suo vertice da qualche anno c’è il dottor Leonardo Caruso che abbiamo incontrato per una breve intervista.

L’ANACI, anche se è la più grande in termini di iscritti, non è la sola associazione degli Amministratori Condominiali in Italia. Cosa la caratterizza in particolare?

Esistono numerose associazioni ma la nostra è la più rappresentativa in Italia, con uno statuto, recentemente rivisto, di taglio garantista che si impone di mantenere aggiornati i suoi aderenti sulle normative in vigore, con periodici corsi di formazione. Inoltre, ANACI ha sottoscritto importantissimi accordi nazionali con tutti i più importanti collegi e ordini professionali che ruotano attorno alla figura dell’amministratore di immobili come ingegneri, avvocati, architetti e organismi nazionali come UNI, PROSIEL, CEI, giusto per cintarne alcuni, il che ne garantisce la serietà e la correttezza dell’operato.

Vista l’importanza della professione di Amministratore di Condomini, perché non si pensa di realizzare un ordine con relativo albo dedicato a questa figura professionale?

Di fatto, credo che la recente riforma del condominio e la legge sulle professioni non ordinistiche rappresentino una conquista importante e vadano viste come un’opportunità per gli amministratori che hanno tutto l’interesse di dimostrare ai clienti, al di là dell’appartenenza a un ordine, il possesso dei necessari requisiti per fornire prestazioni professionali come previsto dalla vigente normativa (Legge 11 dicembre 2012, n.220 – Legge 14 gennaio 2013, n.4 – D.M. 13 agosto 2014, n.140 – Artt.1129, 1130 codice civile – Art.71 bis Disposizioni per l’attuazione del codice civile e disposizioni transitorie, Art.1176 secondo comma c.c. – Art.40 codice penale) anche perché solo chi è preparato e costantemente aggiornato potrà competere su questo mercato.

SedeAnaci
La sede dell’ANACI. La sala delle riunioni e della formazione

Come è cambiata l’immagine dell’amministratore negli ultimi tempi?

Diciamo che è andata tramontando, per fortuna, l’idea di qualche anno fa che si limitava a chiedere all’amministratore di condominio di comportarsi con la diligenza del buon padre di famiglia. Oggi, è assolutamente necessario che chi svolge questo compito sia soprattutto un professionista a tutti gli effetti e dedichi il tempo necessario alla sua formazione. Ecco perché esiste l’obbligo di frequentare un corso propedeutico allo svolgimento della professione della durata minima di 75 ore e un corso annuo di aggiornamento di almeno 15 ore con il superamento, in entrambi i casi, di un esame finale. ANACI, ha deciso di andare oltre richiedendo annualmente il conseguimento di minimo 28 ore di aggiornamento, contro le 15 previste dal DM.140, proprio perché crede che i compiti attribuiti a questa figura professionale siano ampi e complessi e meritino la massima attenzione ed impegno costante e quotidiano, che non può assolutamente essere soddisfatto con sole 15 ore annue.

Ma chi garantisce che la formazione sia realmente adeguata alle necessità del professionista e non sia solo un sistema di autoregolamentazione interna?

Noi siamo così convinti della scelta formativa erogata e garantita dalla nostra associazione che abbiamo deciso di introdurre volontariamente – a partire da tutti i dirigenti – un meccanismo per certificare la preparazione dei nostri associati i quali dovranno sostenere un esame presso un ente terzo accreditato per il rilascio della certificazione in accordo alla nuova norma UNI 10801:2016, così come anche indicato dalla Legge 4/2016 (art.6 comma 2). La certificazione della figura dell’amministratore di condominio da parte di un ente terzo indipendente è una garanzia sia per il mercato che per il professionista, perché ne attesta competenza, professionalità e formazione continua. Lo statuto ANACI prevede che la certificazione UNI 10801 sia condizione essenziale per assumere incarichi dirigenziali.

Che ruolo svolge l’ANACI nel rapporto sempre più complesso tra istituzioni e amministratori di stabili?

L’ANACI svolge un ruolo attivo nei rapporti con enti, istituzioni, ministeri, favorendo contatti, proponendo soluzioni che consentano agli amministratori di svolgere al meglio il loro compito, come, ad esempio, recentemente la possibilità dell’utilizzo del sistema informatico delle Agenzie delle Entrate (Entratel) necessario per svolgere i nuovi adempimenti richiesti all’Amministratore e riguardanti le detrazioni fiscali delle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica.

L’amministratore di stabili è anche una figura che ha compiti non solo amministrativi ma anche “sociali”. E’ vero?

Certamente il panorama delle attività dell’amministratore si sta ampliando a vista d’occhio anche in seguito ai cambiamenti che riguardano la società nel suo insieme. Pensiamo ad esempio al cohousing, uno stile di vita collaborativo che privilegia i rapporti di buon vicinato, agli asili condominiali, alle badanti condominiali, visto il rapido invecchiamento della popolazione. Tutte iniziative che richiedono adeguati servizi e un impegno dell’amministratore in prima persona. Cito ad esempio un importantissimo progetto “Welfare nel Condominio”, giunto al terzo anno, che vede coinvolta ANACI in prima persona unitamente all’Assessorato delle politiche sociali del Comune di Milano e dall’Assessore Maiorino.

La seconda parte dell’intervista verrà pubblicata tra una settimana.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *