MILANO SI TINGE DI ROSA PER IL 100° GIRO D’ITALIA

di Carlo Radollovich

Davvero peccato per il nostro Vincenzo Nibali, l’unica certezza in un ciclismo tricolore dalle gambe molli. Avrebbe potuto classificarsi al primo posto se due giorni di leggera crisi, amaramente incontrata all’arrivo sul Blockhaus abruzzese e al traguardo piemontese posto ad Oropa, non avesse compromesso la sua corsa e il desiderio di bissare il successo dello scorso anno.

I pedali della bici, in tali circostanze, non hanno ubbidito alla gran voglia del siciliano di superare tutti i concorrenti ancora una volta. Ma il campione italiano non deve lamentarsi: nell’arco di sette anni è salito ben nove volte sul podio di un grande giro. E’ sufficiente ricordare la sua duplice vittoria al Giro d’Italia (2013 e 2016), la supremazia dettata al Tour de France (2014) e all’arrivo della Vuelta spagnola (2010), per far comprendere di quale “stoffa” sia composto il suo formidabile fisico di atleta.

Si è in ogni caso dimostrato un gran lottatore anche in occasione del Giro di quest’anno. Spalleggiato dal gregario Pellizzotti, ma anche da solo, si è ottimamente destreggiato in moltissime tappe clou, ben sapendo di disporre di una squadra senz’altro inferiore a quella dell’avversario Quintana.

Tutti gli onori vanno comunque all’olandese Tom Dumoulin, vincitore dell’ultima tappa Monza-Milano alla straordinaria velocità di km 53,058 all’ora e conseguentemente anche del Giro. Un fantastico cronoman che in montagna non ha avuto paura dei colleghi più forti di lui sulla carta. Ha saputo reagire a sfortune di natura fisica (vedi attacco intestinale sulle rampe dello Stelvio) nonché alla notevole preparazione di avversari come Nibali e Quintana. A quest’ultimo, che disponeva di una squadra assai tosta, erano riservate grandi aspettative di vittoria. Ma evidentemente il “condor” colombiano non ha saputo spiccare il volo da autentico protagonista. Anche durante le scalate alle vette più alte, non ha saputo esprimersi con scatti da vero campione e tutte le sue mosse sono sempre state ampiamente prevedibili.

Lo spettacolo della folla, da Monza sino a piazza Duomo, si è tradotto in una luccicante festa di colori. Anche il nostro sindaco ne è rimasto coinvolto e si è lasciato scappare una mezza promessa: farà di tutto affinché il Giro 2018 si concluda davanti alla nostra cattedrale, trasmettendo ai cittadini le stesse emozioni e la trepidante passione.

 

 

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