M1: PARTONO I LAVORI TRA SESTO E MONZA

di Carlo Radollovich

Forse pochi milanesi, quando nel 1964 venne inaugurata la prima tratta della M1 tra piazzale Lotto e Sesto Marelli, pensavano che la “Rossa” potesse arrivare sino a Monza.

Ma adesso, il sogno di collegare Milano con la città brianzola è finalmente uscito dal cassetto e, fra un paio d’anni, diventerà realtà.

Infatti, all’inizio della prossima settimana partiranno i lavori della M1 per un prolungamento previsto da tempo, lavori riguardanti km 1,9 che intercorrono tra la stazione di Sesto San Giovanni, Sesto Restellone e Monza. Occorreranno 750 giornate lavorative e l’apertura è prevista entro il 2019.

Ma c’è di più: è giunto il via libera alla fattibilità tecnico-economica per realizzare un ulteriore tratto della “Lilla” che, dalla stazione Bignami, dovrebbe raggiungere, pure lei, la città di Monza dopo aver toccato Cinisello Balsamo

Ma ecco una delle ipotesi di prolungamento della M5 che prevede il varo delle seguenti stazioni: Bignami, Testi, Crocetta, Matteotti, Cinisello, Monza città, via  Campania, via Marsala, via Cavallotti, Villa Reale, Ospedale San Gerardo, Polo Istituzionale Monza e Brianza. Si stima che l’utilizzo della “Lilla” sarà collegato ad un sensibile flusso di passeggeri, pari a 6000 persone all’ora.

L’avvenimento relativo all’ampliamento della “Rossa” e della “Lilla” è stato sottolineato a Palazzo Marino da una nutrita serie di importanti personaggi che hanno preso la parola: dal sindaco Sala agli assessori Granelli e Sorte, dai sindaci di Sesto e Cinisello Balsamo al sindaco di Monza, dal primo cittadino di Settimo Milanese ad altri delegati.

Al centro delle discussioni vi è stato ovviamente l’elemento “oneri da sopportare” per quanto concerne la M5. Su un totale che supera il miliardo di euro, il governo dovrà concorrere con almeno il 60% dell’importo.

Ci auguriamo ovviamente che non sorgano complicazioni o ritardi nell’attuazione del progetto “Lilla”. Tenuto conto che solo il 30% dei cittadini entra oggi in città servendosi di mezzi pubblici, è indubbio che i prolungamenti accennati favoriranno non soltanto un maggior numero di utenti, ma faranno registrare anche un miglioramento della salute dei nostri polmoni, finalmente quasi “sgravati” da minori gas di scarico emessi dalle auto dei pendolari.

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