La Libertà di Espressione è Democrazia

di Monica A. Chiesa

Il 3 maggio è la Giornata mondiale della Libertà di Stampa. Ma perché celebrarla? In base all’articolo 19 della dichiarazione dei diritti dell’uomo “Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere”. In molti Paesi, molti giornalisti ed editori vengono aggrediti, arrestati o anche uccisi per la manifestazione delle loro idee, per il loro racconto della realtà.

ismelSi è parlato di questo tema durante il festival dei Diritti Umani, organizzato dall’associazione no profit Reset-Diritti Umani, che si tiene alla triennale di Milano dal 2 al 7 maggio, dove è intervenuto Ahmet Insel professore ed editorialista per il quotidiano turco Cumhuriyet che ha esposto la situazione attuale in Turchia. Nel suo Paese, ha detto Insel, si vive in uno stato arbitrario, dove non si può fare appello alla giustizia e dove molte sono le testate che sono state chiuse dallo stato senza alcuna spiegazione lasciando migliaia di giornalisti disoccupati. Attualmente  in Turchia più di 150 tra giornalisti e operatori dei media sono stati incarcerati  con l’accusa di  propaganda al terrorismo.turchia

E in Italia?  Il professore Giuseppe Mennella, docente di Deontologia della professione giornalistica all’Università Tor Vergata di Roma e segretario di Ossigeno per l’informazione, in un intervista ha descritto la situazione attuale dei giornalisti in Italia: “Per quanto si dica che in Italia la stampa è libera, in molti casi i giornalisti non lo sono. Quando si esercita questa professione con senso del dovere, scavando anche nelle attività del potere, si corre il rischio di essere fermati. Un metodo che viene utilizzato spesso per mettere a tacere i giornalisti è l’abuso degli strumenti legali: la citazione in giudizio – con il conseguente rischio di dover pagare notevoli somme di denaro a titolo di risarcimento – causa un effetto di ‘raggelamento’ dell’attività dei giornalisti e spaventa gli editori.”

borrometiIn Italia molti sono i giornalisti che dal 1945 a oggi hanno perso la vita per colpa della mafia, perché era scomoda la verità che raccontavano, e molti sono quelli che tutt’oggi vivono sotto scorta come Paolo Borrometi, Cronista dell’Agenzia Italia e direttore del sito “La Spia”, per le sue inchieste scomode che hanno dato fastidio alla mafia di Sicli.

Negli ultimi dieci anni oltre 900 giornalisti, di cui molti freelance, sono stati assassinati in giro per il mondo. Tra loro Andrea Rocchelli che assieme ad Andrey Mironov sono stati uccisi ad Andreyevka, in prossimità della città di Sloviansk, durante il loro reportage sulla guerra in Donbass e per i quali le indagini condotte dalle autorità competenti ucraine non hanno ancora portato alla scoperta della verità su quanto accaduto quel 24 maggio del 2014. Le ultime foto scattate da Andy Rocchelli si possono ammirare in questi giorni alla Triennale di Milano

rocchelli“La libertà di stampa e la libertà di espressione sono elementi fondanti della democrazia, contribuiscono a rendere le società stabili, inclusive e resilienti e possono contribuire ad allentare le tensioni e a contenere i conflitti” ha detto il ministro Mogherini.

(disegni di Gianluca Costantini)

 

 

 

 

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