Celebrata la Commemorazione della morte di Cristo presso il Carcere di Bollate

di Antonio Barbalinardo

Una settimana fa sono stato invitato a partecipare alla Commemorazione della morte di Cristo presso il Carcere di Bollate, l’invito mi è stato proposto dal Ministro di Culto della Congregazione dei Testimoni di Geova che opera presso il carcere, invito che ho accolto volentieri.

La Seconda Casa di Reclusione di Milano-Bollate, più conosciuta come il Carcere di Bollate è stata aperta alla fine del 2000 quale Istituto a custodia attenuata per detenuti comuni.

La Casa di Reclusione di Bollate per le sue caratteristiche è oggi considerata a livello nazionale quale casa esemplare per la sua specificità, per le attività che lì si svolgono e per la qualità di vita che vivono le persone ristrette che vi scontano la pena di detenzione. Qui è stato aperto il ristorante “InGalera”: è il primo e unico ristorante in Italia, presso un carcere, aperto al pubblico (con obbligo di prenotazione), lì lavorano i detenuti e all’interno c’è anche una sezione distaccata dell’Istituto Alberghiero Paolo Frisi di Milano per la formazione professionale.

La Casa di Reclusione di Bollate è diventata così nel corso degli anni un modello per il recupero delle persone recluse. Anche i Ministri di Culto della Congregazione dei Testimoni di Geova da quasi quindici anni operano all’interno del carcere, portando il messaggio di fede e speranza alle sorelle e fratelli lì ristretti, così dopo un lungo iter amministrativo ha ottenuto le autorizzazioni necessarie da parte del Ministero di Giustizia per poter avere all’interno del carcere la Sala del Regno, luogo di culto dove celebrare le Adunanze con i molti detenuti che la frequentano. Così la Sala del Regno della Congregazione dei Testimoni di Geova presso il Carcere di Bollate non è solo un primato nazionale ma è anche un primato mondiale perché sono stati i primi ad avviare questo percorso di vicinanza ai diversi reclusi dove lì si è sperimentato questo cammino e non solo di fede. In genere nelle Case di Reclusione c’è solo il luogo di culto cattolico ma nella Casa di Reclusione di Bollate c’è anche il luogo di culto dei Testimoni di Geova, la piccola e accogliente Sala del Regno del Carcere di Bollate è stata inaugurata a maggio del 2014.

Così la sera di martedì 11 aprile ho partecipato alla Commemorazione della morte di Cristo presso il Carcere di Bollate, dopo aver in precedenza fatto pervenire il mio documento d’identità, sono stato inserito nell’elenco delle persone autorizzate a partecipare alla Commemorazione.

Che cos’è la Commemorazione? La Commemorazione o Pasto serale del Signore è la più importante ricorrenza celebrata dai Testimoni di Geova, è celebrata una sola volta nell’anno, in occasione del giorno in cui ricorre la Pasqua ebraica, nella data corrispondente al 14 nisan del calendario ebraico, giorno in cui il figlio di Dio morì; quest’anno è ricorsa martedì 11 aprile Commemorazione che si è celebrata dopo il tramonto in ogni parte del mondo sia nelle Sale del Regno che in altri luoghi pubblici, nel Municipio 8 si è celebrata presso l’Auditorium del Centro Civico di via Quarenghi.

I Testimoni di Geova ricordano in questa cerimonia il Pasto commemorativo della morte di Gesù Cristo, che non è altro quello che nel rito cattolico è celebrato nella Messa del giovedì Santo detta “in coena Domini” dove viene celebrata l’Eucaristia della Pasqua nel riferimento evangelico: “Fate questo in memoria di me, …. Fate anche voi come ho fatto io”.

La Commemorazione si è svolta all’interno del teatro del carcere proprio per dare una maggiore possibilità di partecipazione ai diversi reclusi.

Il teatro si è un poco alla volta riempito delle diverse persone, dove hanno partecipato circa 130 persone di cui oltre trenta detenute e oltre settanta detenuti e circa trenta tra gli Assistenti e gli ospiti esterni.

Il Ministro di culto
Il Ministro di Culto Francesco Cortigiano

È iniziato il rito della Commemorazione con il cantico 25 “Una speciale proprietà” seguito dalla preghiera del Ministro di Culto Francesco Cortigiano che è il referente della Casa di Reclusione. Dopo è intervenuto il Rappresentante di Zona Lombardia 2, Bertini Stefano ha spiegato il significato della Commemorazione e del simbolismo che rappresentano il pane azzimo e il vino rosso non adulterato per ricordare il sacrificio di Cristo, dove il pane non lievitato e il vino rosso sono chiamati Emblemi. Molti sono stati i riferimenti ai brani biblici ed evangelici affinché il popolo di Dio Padre Geova possa riscattarsi dal peccato.

Il sacrificio della morte di Gesù, avvenuta oltre 2000 anni fa, è l’esempio dato da Gesù, allora ed è importante ancora oggi poiché ci dà un messaggio di speranza per il nostro futuro.

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Il Rappresentante di Zona Stefano Bertini

Il Rappresentante di Zona, Bertini Stefano ha anche riferito che alla Commemorazione dello scorso anno 2016 sono stati oltre venti milioni coloro che l’hanno seguita nelle diverse parti del mondo.

Dopo c’è stato il momento della presentazione degli Emblemi, il passaggio di mano in mano del pane azzimo e del vino rosso portato a tutti i presenti che hanno seguito con attenta partecipazione il momento di Commemorazione, dove prima c’è stato il passaggio del pane azzimo e dopo il calice con il vino rosso. Dopo tale rito, il Ministro di Culto Francesco Cortigiano ha ringraziato i partecipanti oltre che il doveroso ringraziamento ai Dirigenti della Casa di Reclusione, ai Comandanti dei Settori femminili e maschili e agli Assistenti che hanno accompagnato le sorelle e i fratelli lì ristretti.

Il Rappresentante di Zona Bertini Stefano ha rivolto la preghiera finale di ringraziamento e ha invocato Dio Padre Geova che dia a tutti la forza e la saggezza per essere trasformati, così la Commemorazione 2017 è finita con il cantico 18 “Grati per il riscatto”.

pane
Il momento del passaggio dell’emblema del pane
vino
Il momento del passaggio dell’emblema del vino

C’è stato dopo un breve saluto con i vari reclusi, dove dopo sono stati accompagnati nei diversi reparti d’appartenenza, mentre noi ospiti siamo rimasti ancora all’interno del teatro e dopo, insieme con altri ospiti esterni e due signore Ministre particolare di Culto per le recluse ci siamo avviati verso l’edificio esterno all’ingresso del Reparto femminile, dove è stato portato un grande cesto floreale che è stato consegnato all’Assistente per dare alle detenute. Questo è stato un momento particolare dove in una serata primaverile in cielo spendeva una bellissima luna piena e dall’alto delle finestre aperte e illuminate ci ha consentito di sentire il vociare delle donne lì recluse e sentire anche le voci dei bambini poiché nei pressi c’è anche la struttura per l’infanzia.

Vivere la Commemorazione presso il carcere di Bollate per me è stato un momento toccante e particolare, perché nel contatto diretto con queste persone, di diverse nazionalità, ho visto nel loro volto, nello scambio di qualche parola, nel loro sorriso, nel loro ringraziarci per quanto avevano seguito e assistito e nella calorosa stretta di mano nel salutarci, ho visto in loro solo e soltanto un fratello e una sorella, con le proprie fragilità. Questi oggi sono persone recluse che aspettano non solo il riscatto del peccato umano come tutti noi ma che aspettano anche il riscatto della fine della pena della Giustizia, qualunque sia la gravità della loro colpa e che tale reclusione li riabiliti per una vita in un futuro diverso. Va riferito che per ovvi motivi di privacy e sicurezza, non si potevano introdurre all’interno cellulari o apparecchiature di riprese, pertanto le foto pubblicate mi sono state concesse dai Referenti della Congregazione, autorizzati foto riferite soltanto ai momenti della Commemorazione.

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