L’AUTOMOBILISMO ITALIANO SI TINGE DI ROSSO

di Carlo Radollovich

Abbiamo atteso per un anno e mezzo la sua vittoria tra speranze, cocenti delusioni e pure sfortuna. Ma ieri, la Ferrari di Sebastian Vettel, grazie anche al magnifico tempismo dei box e dei meccanici, ha saputo approfittare di un errore di strategia della Mercedes per piazzarsi finalmente prima, davanti alla macchina dell’agguerrito e sin qui imprendibile Lewis Hamilton.

Infatti, il cambio gomme di quest’ultimo è stato effettuato con eccessivo anticipo rispetto al previsto, cosicché il nostro Cavallino rosso ha saputo mettere il proprio “naso” davanti a quello dell’avversario. Dunque, pit-stop favoloso in casa Ferrari e gomme soft davvero eccellenti per tutto il resto della gara.

Ma al di là di questa svista commessa dalla Freccia d’argento tedesca, resta la conferma che il propulsore della nostra vettura è sensibilmente migliorato rispetto allo scorso anno. Nella parte finale del Gran Premio si è addirittura riusciti ad infliggere ad Hamilton un distacco di dieci secondi.

Oltre alla ritrovata forza del motore, magicamente rinato grazie all’enorme lavoro svolto dagli ingegneri di Maranello, anche la carrozzeria ha subìto opportune modifiche, tali da consentirle di scivolare in pista superveloce e “gentile”.

Ora, si fa a gara nel giudicare quali elementi, notati all’esterno della vettura e non solo, abbiano contribuito al rilancio della Ferrari. Ad esempio, si sottolinea che i flussi d’aria, raccolti dal muso della macchina e poi veicolati in modo ottimale, vengono susseguentemente espulsi secondo una tecnica ineccepibile. E anche i deviatori, posti al disotto delle sospensioni anteriori, sono stati intelligentemente riprogettati per poi sfociare in sinuosità tali da consentire un impatto perfetto con l’aria.

Si potrebbe continuare ad elencare ulteriori e minuziosi dettagli che hanno contribuito nel far decollare la Rossa. Ma non è il caso di addentrarci in complicati esempi di rinnovata ingegneria meccanica che tedierebbero i nostri lettori.

Ora rimane la gioiosa constatazione che tutti i nervosismi, le preoccupazioni e le mille ombrosità calate nel mondo Ferrari sino a poco fa, si siano volatilizzate con la vittoria di Melbourne.

Ci daremo in ogni caso appuntamento al Gran Premio di Cina, il prossimo 9 aprile, per verificare se il sogno concretizzatosi in Australia potrà essere, come tutti speriamo, piacevolmente e festosamente replicato.

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