CORSO BUENOS AIRES E PIAZZALE LORETO: VECCHI RICORDI

di Carlo Radollovich

Percorriamo corso Buenos Aires e restiamo sconfortati nell’osservare la presenza di un’inaccettabile colata di cemento che non lascia spazio al più piccolo angolo di verde. Eppure, tornando indietro di circa 240 anni, quando le auto non esistevano e per fortuna non potevano prendere il posto delle carrozze, questa via rappresentava “il più bello stradone di Milano”, come scriveva lo storico ottocentesco Massimo Fabi.

Egli accennava pure ai bellissimi pioppi che l’adornavano integralmente, piantati nel 1786 con un esborso di 120mila lire. Questa via si chiamava a quel tempo “Stradone di Loreto”, nome ricavato dalla chiesa dedicata a Nostra Signora di Loreto, allora esistente ove adesso si imbocca la via Amilcare Ponchielli. Il tempio fu eretto verso la metà del Quattrocento.

Lo stradone sbucava, nel 1810, in una caratteristica piazza (oggi piazzale Loreto), la quale dava vita a due importanti biforcazioni: una verso Monza (l’attuale viale Monza) e l’altra verso il Veneto (l’attuale via Padova).

A partire dal 1815, la piazza, ulteriormente ingrandita, veniva battezzata “Rondò di Loreto”. I milanesi di ogni ceto, che desideravano trascorrere qualche ora fuori casa, trovavano in loco ospitalità presso l’ “Osteria del Rondò di Loreto”, assai rinomata per la frescura di cui si godeva nelle calde giornate estive e soprattutto per la saporita cucina, apprezzata anche da Carlo Porta. Il poeta milanese la citò in un sonetto dedicato alle osterie della nostra città.

Pure qui si esibiva il cantastorie Enrico Molaschi (1823-1911), abile interprete della macchietta musicale del Barbapedanna.

Ma il progresso cominciava ad intaccare anche lo Stradone di Loreto. Nel giugno 1878 venne ribattezzato “Corso Loreto”, mentre, a fianco del suo primo tratto di strada, si procedeva a demolire il vecchio Lazzaretto (1882-1890), risparmiando soltanto la chiesetta di San Carlo, ancora oggi esistente. E ai primi del Novecento arrivò finalmente la denominazione “Corso Buenos Aires”, in omaggio a tutti quegli italiani che, in consistente numero, emigrarono in terra argentina. Per la verità, tra via Ponchielli e l’attuale piazzale Loreto, restò in vita, sino al 1906, la vecchia denominazione “Corso Loreto”.

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