Andrea Scacciotti e la sua ricerca astratta. E le sculture di Mello Witkowski Pinto.

di Ugo Perugini#

Fino al 31 marzo all’Art Studio 38 di via Canonica 38 è possibile visitare la Mostra “Frammenti, tracce e luce” (inaugurazione domenica 12 marzo alle 18) con opere di Andrea Scacciotti e sculture di Mello Witkowski Pinto.

Chi si avvicina alle opere d’arte, cercandone una interpretazione, è sempre un soggetto che affronta in modo cosciente l’alterità provvisto, volente o nolente, di un insieme già ben radicato di attitudini e conoscenze.

La prima operazione da compiere affinché un qualche tipo di relazione si instauri tra il fruitore e l’opera che ha di fronte è cercare di liberarsene.

Schiller lo diceva in modo efficace, parlando dello “stato estetico”. “L’uomo non può passare immediatamente dal sentire al pensare, deve fare un passo indietro, perché solo annullandosi una determinazione, può subentrare la determinazione opposta…”.

Questo stato estetico è uno stato intermedio nel quale ragione e sensibilità sono attivi allo stesso tempo ma proprio per questo si annullano a vicenda e si crea quello che lui definisce uno stato libero.

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Un’opera di Andrea Scacciotti

L’opera di Andrea Scacciotti

Cercare il senso nell’opera di Andrea Scacciotti ha senso? Ammesso che l’artista vi abbia deliberatamente nascosto un senso, (i titoli delle sue opere forse indicano possibili percorsi)  non è assolutamente necessario che l’opera sia proposta o, peggio, esposta al suo deciframento, ammesso che tale azione porti a qualsiasi risultato.

L’opera d’arte non ha mai un’unica risoluzione. Come diceva Octave Mannoni: “E’ assurdo dire non andrò a vedere Rembrand perché ho già visto i suoi quadri!”. L’opera d’arte non è un indovinello di cui devo trovare la soluzione. E’ la capacità che tale opera ha di farmi interagire con essa. E più offre molteplicità di sensi possibili al fruitore, più appare affascinante. E’ proprio la sua irriducibilità denotativa a darle forza.

Un altro lavoro di Andrea Scacciotti
Un altro lavoro di Andrea Scacciotti

Premessa forse troppo ridondante per dire che nelle opere di Scacciotti gli elementi che ho sopra descritti ci sono tutti? Forse, ma era anche una premessa necessaria per inquadrare un lavoro che l’artista porta avanti da tempo, attraverso una ricerca attenta dei chiaroscuri, delle sfumature coloristiche, delle iridescenze, delle increspature, in cui l’uso di tecniche e materiali diversi, come sabbie, cemento, sassi, crea un movimento sulla tela fortemente magnetico per chi le osserva. In grado di dischiudere poliversi interpretativi molto ricchi.

Da segnalare anche alcune opere della serie “Tracce”, rocamboleschi esercizi di leggerezza, alla ricerca di un ricordo, un pensiero, un’emozione. Con effetti suggestivi, creati dalle piccole farfalle su fondo chiaro, che sembrano mimare un movimento convulso ma allegro, fuori da qualsiasi logica che non sia quella dell’inseguire pensieri di svagata libertà espressiva.

Le sculture di Mello Witkowski Pinto

Accanto all’artista Andrea Scacciotti, varesino di nascita, luganese di adozione, è opportuno segnalare anche le sculture di  Mello Witkowski Pinto, nato ad Americana, San Paolo del Brasile, ma legato al nostro Paese, in cui ha studiato (Accademia di Brera), preso moglie e vissuto per diverso tempo.

Una scultura di Mello Witkowski Pinto
Una scultura di Mello Witkowski Pinto

Ora è tornato a vivere ad Americana ma spesso fa la spola con l’Italia a cui lo lega un profondo affetto. Questa è l’occasione per conoscere le sue opere che, oltre ad avere una indiscutibile efficacia estetica, rappresentano anche una ricerca di stampo antropologico molto accurata, considerata la sua sensibilità alle culture e alle fisionomie dei fenotipi umani brasiliani. Uno scultore che andrebbe conosciuto e analizzato più a fondo.

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