IL CINEMA ENTRA IN OSPEDALE E FUNZIONA COME TERAPIA DEL SOLLIEVO

di Ugo Perugini *

Trovare il modo di alleviare le sofferenze dei malati ricoverati in ospedale è sempre stata una priorità. Ma solo in questi ultimi anni si è sviluppata una maggiore sensibilità al problema.

Basti ricordare l’introduzione dei dottori clown per i bambini ricoverati, in grado di sdrammatizzare certe pratiche sanitarie, trasformare emozioni negative come la paura, la rabbia, la delusione, la tristezza in chiave positiva, dando coraggio, speranza anche solo attraverso un sorriso.

Per gli adulti, passare il tempo delle lunghe giornate di degenza non è sempre facile. E’ possibile trovare persone con le quali scambiare qualche parola, fare anche amicizia, ma non è così semplice; in genere, il dolore porta a chiudersi in se stessi e, allora, certe volte ci si rifugia nel silenzio o nella lettura, aspettando la visita dei parenti e nel frattempo ci si lascia coinvolgere dalle immagini che scorrono sui teleschermi, alle quali si presta poca attenzione e ci si dedica in modo passivo.

La monotonia dei giorni che si trascorrono in ospedale diventa un altro tipo di sofferenza, oltre a quella legata al proprio problema di salute, che allontana dal mondo vero e porta, talora, alla creazione di pensieri negativi e distruttivi.

L’idea di introdurre il cinema in ospedale può sembrare a prima vista banale. Ma non lo è. Soprattutto se questo evento, scelto adeguatamente e pubblicizzato in modo giusto, serve a favorire l’aggregazione dei vari pazienti, che durante il periodo in cui si proietta la pellicola possono ritrovarsi nella stessa sala – una sala identica a quella dei grandi cinema moderni – partecipare insieme alla proiezione, esternare le proprie emozioni, continuando anche dopo la fine del film a discuterne, scambiare commenti, esprimere pareri diversi.

Insomma, attraverso il film, entra in ospedale anche la vita vera, quella che continua al di fuori delle mura del nosocomio, fatta di avvenimenti, sentimenti, emozioni.  Questo, anche se si tratta di cartoni animati. La produzione più recente di queste pellicole, infatti, non si indirizza solo ai piccoli ma anche agli adulti per la capacità di approfondire temi importanti con un approccio fantastico ma, quasi mai banale.

L’idea di Medicinema Italia e la terapia del sollievo

L’idea del cinema negli ospedali è venuta a Medicinema Italia, nata nel 2013, da una analoga esperienza anglosassone. La serietà del progetto è confermata dal patrocinio del Ministero della Salute e dal sostegno di quello dei Beni e Attività culturali. Le prime esperienze nate sono quelle di Roma e Milano, dove rispettivamente al Gemelli e al Niguarda sono state allestite sale con soluzioni tecniche particolari per l’accesso dei pazienti a letto o in carrozzina, sempre sotto la supervisione di personale medico.

Ogni settimana vengono proiettati film, scelti secondo una logica stabilita con il corpo medico, destinati ai pazienti del settore pediatrico, psichiatrico, pre e post chirurgico, delle terapie riabilitative e ai lungo-degenti. I risultati sono sorprendenti. E non si tratta di vecchi film ma di film recenti e persino di prime visioni assolute. Si è accertato che la visione collettiva di un film provoca un beneficio e migliora il trattamento terapeutico in corso, efficace soprattutto nelle problematiche neurologiche e psicologiche.

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Giuseppe Tornatore durante la registrazione del suo spot a favore dell’iniziativa Medicinema. La musica è realizzata da Claudio Baglioni

Ci è stato raccontato un episodio toccante che ha riguardato un ragazzo autistico che a causa della malattia era chiuso nel suo atteggiamento di rifiuto del mondo, incapace di comunicare con gli altri. Dopo la visione di un film a cartoni animati, il suo atteggiamento è decisamente cambiato: se ne andava in corsia a salutare i malati e miracolosamente sul suo viso era tornato il sorriso.

A Milano, oltre allo spazio destinato presso l’Ospedale Niguarda si annovera anche la casa pediatrica Fatebenefratelli-Sacco. Anche registi importanti, come il premio Oscar Tornatore, si sono avvicinati con entusiasmo a questo progetto. Giuseppe Tornatore, in particolare, ha girato un breve spot per cogliere i momenti salienti e più partecipati durante una proiezione cinematografica presso l’Ospedale Niguarda. (ecco il link per vedere il filmato: http://www.medicinema-italia.org/gallery/video/.)

Naturalmente, una associazione Onlus come Medicinema ha costantemente bisogno di aiuti economici. Quindi, invitiamo i Lettori a sostenere questo lodevole progetto versando un contributo sul conto corrente che troverete nel sito www.medicinema.italia.org che vi invitiamo a visitare.

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