Valerio Toninelli, la fucina dell’artista è in continua evoluzione

di Ugo Perugini *

Presso l’Art Gallery 38 di via Canonica 38, espone il pittore toscano Valerio Toninelli, con una mostra delle sue opere di pittura e scultura, dal titolo “Frammenti di memoria”  che rimarrà aperta fino al 31 gennaio prossimo. La Mostra è sponsorizzata dalla Tenuta Canto alla Moraia di Castiglion Fibocchi ad Arezzo.

Valerio Toninelli è un artista che non si lascia inquadrare facilmente. E’ uno spirito libero, irrequieto, che non segue le mode del momento ma che va dritto per la sua strada. Segue l’istinto e si lascia guidare dal ribollire creativo della sua voglia di fare. Mai doma né pacificata. Concordiamo in pieno con il critico Maurizio Vanni quando definisce il suo credo esistenziale con il sintetico motto “essere è… fare”.

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D’altra parte lo dice lui stesso. “Che cos’è l’arte se non una fucina in continua attività”. L’obbligo dell’artista è quello di intraprendere strade poco battute, di proporre linguaggi diversi, di utilizzare materiali nuovi. Senza mai stancarsi di mettersi alla prova, con il gusto del rischio che è anche l’apice più entusiasmante nella sfida che ogni artista deve ingaggiare per poter essere soddisfatto del lavoro che compie.

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In primo piano la bottiglia smaltata realizzata da Toninelli per la Tenuta Canto alla Moraia

Un esempio. Valerio Toninelli per le sue opere dipinge ad acrilico, con colori ad acqua, qualche volta ad olio, ma ama soprattutto il polimaterico, ricorrendo anche a materiali di recupero, stoffe, iuta, ecc. Utilizza in prevalenza gli stessi prodotti che si trovano nelle officine per sistemare le carrozzerie delle auto, smalti, stucchi a rapida essiccazione per i quali occorre mano ferma, occhio attento. E ogni incertezza la si paga cara.

Anche in scultura lui non ha dubbi: il bronzo non fa per lui, lo considera modellismo. Toninelli è fortemente legato all’arte del levare di michelangiolesca memoria. O, come diceva il Vasari, l’arte del togliere “il superfluo dalla materia.” Preferisce scoprire da solo cosa si nasconde dentro il marmo. In un’operazione che va dall’esterno all’interno. Come una analisi introspettiva di tipo filosofico. In un avvicinamento progressivo alla verità della materia.

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Il suo carattere, mordace, scettico ma contemporaneamente entusiasta, lo si deve senz’altro alla sua origine toscana. Valerio è nato a Pistoia. Una terra verso la quale ha un rapporto d’amore e odio. Se da una parte le rinfaccia una certa visione talora un po’ troppo provinciale, dall’altro le riconosce una “intellighenzia” vivida e aperta che affonda le radici in una cultura non di maniera ma autentica: “Io conosco qualcuno – ci dice – che a Pistoia è capace di parlare ancora il greco antico!

Cosa dire delle sue opere? Sono da guardare, facendosi aiutare dai titoli che a Toninelli vengono fuori quasi in modo istintivo: “Il mondo sa, il mondo disattende”, “Amazzonia night”, La casa degli angeli”, “Giardino di Epicuro”. Spunti evocativi per una discesa nelle più intime ed enigmatiche profondità del suo animo, al di là di certi accademismi vuoti e convenzionali.

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D’altra parte, lo dice lo stesso Toninelli, l’ispirazione più forte gliela trasmettono proprio le opere che egli stesso realizzò diversi anni prima. Lavori di grandi dimensioni, veri magma ribollenti di idee, dai quali estrapola alcuni particolari per rivitalizzarli, rianimarli, seguendo le linee tracciate dalla sua esuberante ricerca coloristica, in una sorta di trance medianica.

Senza mai dimenticare che il suo stile, comunque lo si voglia definire, proviene da un lungo processo di maturazione durato anni e iniziato a partire da un figurativismo classico, supportato anche dalla sua grande conoscenza dell’arte antica. Una conoscenza appassionata e fortemente introiettata che ancora oggi fa capolino nelle sue opere come omaggio devoto, vedasi il collage con il volto di donna del Mantegna. Teniamo conto, inoltre, che uno dei suoi pittori preferiti resta il Masaccio, il primo autentico pittore rinascimentale italiano.

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Numerose sono le mostre e le manifestazioni d’arte a cui Toninelli ha partecipato. Elencarle tutte sarebbe impossibile. E’ giusto peraltro ricordare le ultime che lo hanno visto praticamente in giro per il mondo, a partire dalla Cina con il progetto Art for Children, dall’idea di un facoltoso imprenditore cinese, per uno scambio culturale allo scopo di far conoscere l’arte occidentale alle giovani generazioni cinesi. L’invito in Serbia, Ungheria, Slovenia, dove si è esibito in diverse performances e dove è atteso per il prossimo anno, e la Prima Biennale d’arte Dolomiti con un’esposizione di oltre trenta artisti concettuali e informali, tra cui Yoko Ono che ha presentato una sua opera.

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Accanto a questa attività, Toninelli si è dedicato anche alla realizzazione di bottiglie decorate con smalti per la Tenuta Canto alla Moraia di Castiglion Fibocchi ad Arezzo. La particolarità di questa tenuta, sulle colline del Chianti, è la produzione di vino biologico certificato – rossi, bianchi, rosé, di alta qualità, prevalentemente con uve Sangiovese – ma anche olio di oliva e grappe. La tenuta offre anche la possibilità di alloggio in uno splendido resort di 5 camere, realizzato ristrutturando una torre medioevale, e mantenendo arredi d’epoca con qualche pezzo unico d’arte moderna, tra cui non potevano mancare opere di Toninelli. Insomma, le bellezze della Toscana più intima ed esclusiva a Milano.

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Una Mostra che consigliamo di visitare per l’originalità, la passione e l’entusiasmo che l’artista pistoiese mette in tutto ciò che fa e che riesce a trasmettere attraverso la sua arte che affonda le radici nel passato per ritrovare, attraverso il superamento cosciente del naturalismo, la sua dimensione di uomo con le sue incertezze ma anche con la sua voglia di orizzonti più elevati, carichi di simbolismi e suggestioni del tutto nuove.

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