Poste Italiane. Fondi immobiliari: una batosta per i risparmiatori!

di R.Righi *

Avete acquistato fondi immobiliari delle Poste Italiane dal 2000 al 2005? Beh, avete fatto male. Uno di questi fondi in scadenza, Invest Real Security è stato acquistato a 2500 euro e ora, aprite bene le orecchie, vale solo 390 euro.

Davvero un colpo basso per i poveri risparmiatori, considerato che in genere alla Posta ci vanno gli anziani e questo fondo, a suo tempo, era stato venduto come stabile e sicuro. E, invece, si è rivelato una vera fregatura!

Ma non è che i risparmiatori che nel suddetto periodo hanno investito in altri fondi immobiliari ora si trovino a dormire sonni tranquilli. Tutt’altro. A quell’epoca, l’amministratore delegato di Poste Italiane era Massimo Sarmi, che ora è l’ad dell’autostrada Milano-Serravalle. Personaggio sotto l’occhio del mirino per aver assunto il fratello del Ministro Alfano, Alessandro, alle Poste, a seguito delle indagini per l’inchiesta “Labirinto” a Roma.

Pensate che in quei fatidici anni venne investito in fondi immobiliari quasi un miliardo di euro: oltre al caso di Invest Real Security, da segnalare il fondo Obelisco, Europa Immobiliare 1 e Alpha Immobiliare, per il quale – guarda caso – la scadenza, originariamente prevista per il 2015 e stata spostata di 15 anni (2030). Insomma, guardate tra le vostre carte e sperate di non aver investito in questi fondi.

Ci sarà la possibilità di vedersi rimborsato qualcosa? Ce lo auguriamo tutti, naturalmente in primis i poveri risparmiatori, autori di questa incauta operazione. Sembra che siano disponibili 50/60 milioni di euro da parte della Società per risarcire i titolari dei fondi Invest Real Security. In ogni caso, Poste Italiane non ne esce bene. E infatti le azioni sono in calo e, a meno che non vi sia un rialzo delle quotazioni dell’immobiliare, si ipotizzano altre uscite per sanare il “rosso” dei fondi che andranno prossimamente in scadenza.

I risparmiatori italiani, specie quelli più anziani, si sono sempre fidati molto di Poste Italiane. Quasi per tradizione. E ora è decisamente penoso constatare di essere stati traditi in questo modo! Purtroppo oggi la situazione è cambiata. L’immagine dell’azienda non è delle migliori ed è auspicabile muoversi con molta prudenza prima di effettuare operazioni che possano rivelarsi dannose.

Naturalmente, non va dimenticato che in queste operazioni c’è sempre chi ci guadagna: le stesse Poste, le banche, le società di gestione, i periti che valutavano le quote. E credete che di questi soggetti qualcuno alla fine pagherà?

(Da un intervento di Salvatore Gaziano, di SoldiExpert SCF)

 

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