PRIMI IMPEGNI IN LOMBARDIA CONTRO LE DEIEZIONI CANINE

di Carlo Radollovich

È capitato non solo ai bambini, ma anche a noi adulti, di imbatterci con disgusto in certe “torte” che i maleducati proprietari di cani hanno abbandonato e non hanno voluto rimuovere. In altri casi, se le gambe reggono atleticamente bene, siamo costretti ad effettuare una sorta di slalom tra una defecazione e l’altra per evitare alle nostre calzature spiacevoli impatti.

Una buona notizia sull’argomento ci giunge da Malnate, in provincia di Varese. L’amministrazione di questo paese ha deciso di rendere rintracciabili coloro che non raccolgono per strada le deiezioni dei propri animali. Come è possibile realizzare ciò? Tutto merito del DNA del cane, grazie ad un prelievo salivare, che è in grado di risalire al proprietario e di far scattare l’ammenda.  Ovviamente, è necessario, preliminarmente, schedare e censire i cani. E a Malnate risultano già censiti più di duemila animali, e in tal modo si è voluto imitare la lodevole condotta di alcuni centri del Sud Italia, ove da qualche tempo si è intenzionati a porre fine a questo “fastidio”.

Già a Malnate si sono sollevate proteste per questa particolare sperimentazione, affermando che i cittadini, secondo consolidate consuetudini, non sono obbligati a sopportare queste misure perché non sussisterebbe alcun obbligo di legge relativo alla determinazione del DNA del proprio cane.

Ma con l’inizio del nuovo anno il censimento degli animali è già ufficialmente scattato, tanto che la Polizia Locale e le guardie zoofile sono già in grado, con speciali apparecchiature micro-chip, di accertare se la schedatura è già stata eseguita. Poco dopo il necessario campionamento, il test verrà eseguito presso un incaricato laboratorio d’analisi. Non appena si sarà potuto risalire all’animale, scatterà automaticamente la multa a carico del maleducato proprietario dell’animale.

Impostare un procedimento analogo in una vasta metropoli come Milano, si presenta tutt’altro che semplice. Ma questo significativo segnale, pervenutoci da un paese di una provincia lombarda, potrebbe indicarci che la strada di massima, da poter seguire, è abbastanza vicina.

 

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