UN “MIRACOLO” TRA LAMBRATE E ORTICA (ANNO1944)

di Carlo Radollovich

Nell’ultimo tratto della vecchia via dedicata a Riccardo Pitteri (un appassionato patriota e poeta carducciano), ci imbattiamo oggi nella via Camillo e Otto Cima (due scrittori milanesi a cavallo tra Otto e Novecento), in zona Amadeo.

In prossimità di queste due strade esisteva uno scalo ferroviario, costruito nel 1855, che rimase operativo sino al secondo conflitto mondiale e che fu spesso preso di mira dagli aerei anglo-americani durante la  guerra.

Si era nel mese di aprile del 1944 quando una bomba, di grosse dimensioni, cadde davanti ad una casa di via Pitteri. In uno dei rifugi antiaerei vicini, si avvertì un grande colpo, privo comunque della successiva esplosione. E quando gli abitanti uscirono dalle cantine, a seguito del cessato allarme, essi osservarono con marcata tensione e anche circospezione, che il terribile ordigno, semisepolto dalla terra, non era effettivamente esploso.

I credenti gridarono subito al miracolo grazie all’intercessione della Madonna, mentre gli scettici puntarono decisamente su un probabile difetto della spoletta che non aveva fatto esplodere il temutissimo congegno bellico.

In ogni caso, fedeli e atei si resero conto che la loro vita era stata salvata e qualche settimana dopo decisero, di comune accordo, di erigere una piccola cappelletta utilizzando semplici laterizi e ponendo, a fianco del tempietto in muratura, la bomba stessa ormai disinnescata e svuotata del pericoloso contenuto.

La cappellina esiste ancora oggi, ove spicca l’immagine della Vergine a suo tempo realizzata con materiale assai poco costoso, recante in braccio il Bambino.

La Madonnina, negli anni seguenti, veniva spesso portata in processione per le vie del quartiere, seguita da diverse persone che recitavano il rosario. Oggi, tra gli anziani, ci si limita ad un semplice omaggio alla Madonnina, recitando a fior di labbra una preghiera. Poi, ecco sorgere una leggenda, come d’abitudine in questi casi, che la fantasia popolare ha creato. Si narra infatti che lo spettro di un aviatore, probabilmente colui che aveva sganciato la bomba dal cielo, si aggira nei paraggi nelle ore più buie.

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