PROGETTI ANTERIORI ALLA COSTRUZIONE DEL LAZZARETTO

di Carlo Radollovich

Al tempo della Repubblica Ambrosiana (si tratta del governo, durato tre anni, creato nella nostra città nel 1447 dopo la morte di Filippo Maria Visconti), i numerosi malati provenienti dalle non rare epidemie di peste, venivano curati a Cusago, comoda località viscontea che poteva essere raggiunta anche per via d’acqua.

La distanza rispetto a Milano era solo di pochi chilometri, ma la piazza sulla quale venivano concentrati i poveri pazienti era di capienza assai limitata. Fu Lazzaro Cairati, notaio assai famoso, a proporre agli Sforza la costruzione di trecento stanze circa che avrebbero accolto gli appestati in un ampio quadrilatero situato nell’area di Crescenzago, paese a cui si poteva giungere navigando sul canale della Martesana, già in funzione dall’anno 1471.

Ma la realizzazione di tali stanze non andò in porto, soprattutto per le vibrate proteste degli abitanti di Crescenzago che rifiutavano categoricamente la struttura proposta.

Si arrivò al 1486 quando l’Ospedale Maggiore ricevette un’importante eredità proveniente dal conte Bevilacqua, il quale, poco prima di morire, aveva espresso il desiderio di veder realizzato un complesso ospedaliero che accogliesse i malati, così scrisse, su un appezzamento di terreno sufficientemente ampio nei pressi di Lambrate.

Ma nemmeno questa idea andò a genio agli Sforza, tanto che si optò per una vasta area, denominata San Gregorio, finalmente con il consenso e il beneplacito di Ludovico Sforza.

Vi lavorò con molta professionalità l’architetto ticinese Lazzaro Palazzi, ingegnere presso il Ducato di Milano dal 1490, il quale progettò un quadrilatero di 380 metri per 370, delimitato dalle attuali vie San Gregorio, Lazzaretto, Vittorio Veneto e corso Buenos Aires. I porticati, in stile bramantesco, avrebbero reso la struttura quasi elegante, tanto che i milanesi l’avrebbero ammirata sinceramente, battezzandola addirittura “quinta meraviglia” della città.

I lavori andarono alquanto per le lunghe e il Lazzaretto venne completato solo nel 1508, dopo la morte del Palazzi, dall’architetto Bartolomeo Cozzi.

E’ curioso notare che il nome della struttura non deriva da Lazzaro Palazzi, ma dall’isola di Santa Maria di Nazareth (Venezia), località ove venivano ospitati tutti i malati colpiti in zona dal contagio. Infatti, dapprima venne chiamata “Nazaretum”, in seguito “Lazaretum”, forse in onore di Lazzaro citato nei Vangeli.

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