LA LEGGENDA DELLE EMICRANIE SANATE

di Carlo Radollovich

Pietro da Verona (1205-1252), canonizzato nel marzo del 1253, è stato un valente predicatore domenicano. Le sue omelie, tenute a Firenze nella chiesa di Santa Maria Novella, incantavano i fedeli per la profonda fede e per la semplicità con cui il frate sapeva trasmettere il significato di numerose e complesse tematiche religiose.

La storia del predicatore è nota anche per uno strano fatto, leggendario, che coinvolse l’arcivescovo milanese Giovanni Visconti (1290-1354), il quale, nel 1340, decise di deporre il corpo del Santo, così si raccontava, in un’arca di marmo che aveva espressamente ordinato all’insigne scultore pisano Giovanni di Balduccio.

Ma accadde che, al momento della deposizione, ci si accorse che le spoglie del frate risultavano più lunghe rispetto all’arca. Che fare? Giovanni Visconti non stette molto a pensare e fece separare la testa dalle restanti ossa, consentendo in tal modo la sepoltura di San Pietro da Verona nell’arca e trasferendo il suo cranio, come reliquia, nella propria abitazione, inserendolo in un’urna.

Da quel giorno, l’arcivescovo cominciò a soffrire di dolorose emicranie e i medici non riuscivano a capire le origini del male. Poiché i feroci mal di testa non volevano cessare, Giovanni Visconti, considerata l’inefficacia dei numerosi rimedi propostigli, prese una drastica decisione: fece collocare l’urna con il cranio di san Pietro Martire accanto all’arca di Giovanni di Balduccio. Da quel momento, con vera gioia da parte dell’arcivescovo, i dolori cessarono completamente.

La notizia relativa a questo prodigio si sparse velocemente in tutta Milano, tanto che si ritenne Pietro da Verona validissima “arma santa” contro i mal di testa.

Molti fedeli si recavano in chiesa (oggi le spoglie del Santo riposano nella basilica di Sant’Eustorgio – piazza omonima, nei pressi di Porta Ticinese) per tentare di essere guariti dall’emicrania. Pare che fosse sufficiente appoggiare delicatamente la testa sull’urna oppure strofinare un panno sull’urna stessa per poi ripassarlo su di sé.

Ma oggi ci si chiede: per quali reali motivi il cranio del Santo venne separato dal corpo? E’ probabile che la sua collocazione in un’urna rispondesse ad un particolare atto devozionale.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *