RICCARDO CHAILLY E LE PROVE PER LA “BUTTERFLY”

di Carlo Radollovich

Duemila studenti universitari hanno assistito ad una delle diverse prove di “Madama Butterfly”, opera che Riccardo Chailly dirigerà al Teatro alla Scala mercoledì 7 dicembre.

Il direttore era veramente compiaciuto nel rilevare la presenza di tanti giovani nel teatro più famoso del mondo, giovani che tentavano di darsi un contegno ben preciso, ma che comunque non potevano nascondere la chiara eccitazione ed una non comune emozione. Erano per lo più vestiti elegantemente, anche se Chailly “batteva” tutti i presenti nella sua impeccabile giacca blu, gilet color cielo e cravatta con sfumature richiamanti l’indaco.

Il direttore ha brevemente accennato all’opera che eseguirà ricordando come la prima del 17 febbraio 1904, in due atti, fu solennemente fischiata dal pubblico. Ma tre mesi dopo, a Brescia, a seguito di una opportuna riscrittura e di una revisione della partitura, Puccini ottenne un trionfale successo. Chailly ha sottolineato che, per quei tempi, “Butterfly” venne scritta in un linguaggio assai moderno e ha assicurato che, nella prossima esecuzione del 7 dicembre, non mancherà assolutamente nulla di quanto eseguito nel recente passato, compreso il famoso coro a bocca chiusa.

Per i lettori più giovani, forse non molto a conoscenza a proposito di trame operistiche, descriviamo molto in breve lo svolgersi dei fatti relativi a “Madama Butterfly”.

Un ufficiale di marina statunitense (Pinkerton) sbarca a Nagasaki e presto si sposa secondo le usanze locali con una geisha quindicenne (Cho Cho-san, ossia Butterfly in inglese). L’ufficiale sa di poter contare sul diritto di ripudiare la moglie e presto la lascia rientrando in patria. Malgrado l’insensibile gesto e la nascita di un bimbo nel frattempo avvenuta, la geisha continua in cuor suo ad amare l’ex marito, tanto da credere in un suo ritorno. Egli ritorna sì in Giappone, dopo tre anni, ma accompagnato dalla moglie regolarmente sposata negli Stati Uniti. Egli manifesta la volontà di ritornare nel suo Paese portando con sé il bambino. Ora, Cho Cho-san comprende come tutte le sue illusioni vengano incredibilmente a crollare e decide, in totale silenzio, di abbandonare questo mondo. Benda il figlio e, dietro un paravento, si suicida. Pinkerton si precipita presso di lei, ma la trova ormai morta mentre il bimbo, ancora bendato e ignaro di tutto, si diverte con una bambola e, ironia della sorte, gioca pure con una bandierina americana.

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