RETINOPATIA DIABETICA: UNA LOTTA POSSIBILE

di Stefania Bortolotti

Oggi la retinopatia diabetica appare quasi come una patologia dimenticata perché non è contrastata in modo adeguato. Nel periodo 2015-2030 questa malattia produrrà un aggravio di costi, pari a 4,2 miliardi di euro, a carico dei bilanci socio-sanitari nazionali e delle singole regioni italiane. Tutto questo, se non si interverrà urgentemente per migliorare il quadro assistenziale di questa patologia in Italia, che colpisce oltre un milione di persone, con una preoccupante tendenza all’aumento, se si considera che il numero dei diabetici in Italia si aggira, secondo una nuova stima, intorno ai 5 milioni; la retinopatia diabetica ne è una delle più diffuse complicanze. Questa la raccomandazione rivolta al Governo, al Parlamento e alle istituzioni italiane preposte alla gestione dei servizi sanitari durante il 1° Forum Nazionale sulla patologia, tenutosi al Ministero della Salute di Roma nell’ambito di un progetto di sensibilizzazione istituzionale promosso dall’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità (IAPB Italia onlus) e dal Centre for Economic and International Studies (CEIS) dell’Università di Roma Tor Vergata, per sollecitare adeguate e incisive scelte di politica sanitaria per il contrasto della patologia. Una raccomandazione scaturita anche dai risultati di uno studio realizzato dal CEIS Tor Vergata, presentato unitamente ad un ampio documento dal titolo Retinopatia Diabetica: una lotta possibile, prodotto dalla IAPB Italia e dallo stesso CEIS che ha raccolto un insieme di analisi e studi condotti di recente, anche da prospettive diverse, ma tutti concordi sull’urgenza di intervenire.

La prevenzione dei danni alla vista è la nostra prima missione”, evidenzia Giuseppe Castronovo, Presidente della IAPB Italia onlus. “Il diabete, oggi più che mai, è uno dei principali nemici della vista. È necessario contrastarlo con ogni mezzo e l’arma più efficace è la prevenzione. La vista è il senso più amato dall’uomo e basta una sua semplice riduzione a compromettere la qualità della vita, sul piano individuale e sociale”.

Quando si parla di diabete si pensa prevalentemente al cuore e all’ictus. Invece, i pazienti affetti da retinopatia diabetica vivono una difficile condizione: o sono sotto-diagnosticati  o non sono trattati adeguatamente o, ancora, non sono stati sottoposti a screening. Inoltre, una quota rilevante dei pazienti in trattamento non aderisce pienamente alle cure, assumendo solo in parte i farmaci o non completando le somministrazioni previste. Infine, le strutture sanitarie ospedaliere preposte alla gestione dei pazienti non sono distribuite in modo omogeneo sul territorio, oltre a non riuscire a smaltire la crescente richiesta di trattamenti, anche per carenza di organici.

“Il mancato o inadeguato controllo della malattia, senza un’appropriata risposta organizzativa – ha dichiarato il Prof. Teresio Avitabile, segretario generale della Società Oftalmologica Italiana – genererà inevitabilmente un aumento dei casi di ipovisione o cecità altrimenti evitabili, con una crescita dei costi sociali che a questa si accompagnano e con grave impatto sull’equilibrio della spesa pubblica”.

 

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