MUTAMENTI RADICALI NEGLI SCALI FERROVIARI DISMESSI

di Carlo Radollovich

L’architetto Stefano Boeri, fratello dell’economista Tito, si era già distinto in città per aver creato, tra l’altro, il caratteristico Bosco verticale nel quartiere Isola, assai apprezzato da tutti i turisti che ci hanno reso visita in questi mesi. Egli ha ora elaborato un interessante progetto, grazie al quale si propone di realizzare uno spazio verde molto esteso all’interno del dismesso Scalo Farini.

Tale spazio, che si trasformerebbe in un immenso prato contornato da alberi, si collocherebbe, grosso modo, tra il cimitero Monumentale e i viali Jenner e Stelvio, dando vita ad un vero paradiso per bambini e adulti. Essi coglierebbero l’occasione per trascorrere piacevoli ore lontani dai rumori cittadini, malgrado la distanza dal centro risulti decisamente contenuta.

Si tratta in effetti di un’importante “rigenerazione” urbana, approfittando del fatto che il suolo su cui eseguire la riqualificazione, con verde e altri servizi, esiste già.

Milano possiede circa 1,2 milioni di metri quadrati di scali merci in dismissione e lo Scalo Farini potrebbe rappresentare la vera avanguardia del ritrovato… respiro.

Le aree in dismissione che, complessivamente, saranno in futuro interessate da altri progetti, sono sette: San Cristoforo, Porta Nuova, Porta Romana, Rogoredo, Lambrate, Greco-Breda e il già descritto Farini, per un totale di 1,3 milioni di metri quadrati. Oltre al verde e alle nuove piste ciclopedonali (10 chilometri), si ritiene di riservare pure una congrua parte all’edificabilità.

Ovviamente, il recupero degli scali ferroviari dovrà in ogni caso riflettere basilari elementi di vera riqualificazione, prestando attenzione affinché la messa in opera degli interventi non tradisca le aspettative della città.

Ogni scalo recuperato dovrà rispondere alla capacità di accogliere destinazioni specifiche. Ad esempio, nelle zone Greco-Breda, Rogoredo e Lambrate, le opere di residenza sociale comporteranno l’inserimento di funzioni commerciali minime, compatibili con la residenza stessa, mentre l’area di San Cristoforo comporterà essenzialmente un’attuazione ecologica oltre che sociale.

Insomma, sembra che in un prossimo futuro, grazie ai grandi polmoni di verde che saranno realizzati, Milano potrà competere con le più ecologiche città del pianeta. Si potrà godere di una respirabilità finalmente apprezzabile, allontanandoci di poco dal cuore della città.

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