SANT’AQUILINO E IL SUO MARTIRIO A MILANO

di Carlo Radollovich

Nacque a Wuerzburg, in Germania, nel 970. Sin da giovane molto attento e sensibile nei riguardi della fede, volle studiare teologia a Colonia e qui fu ordinato prete.

Eccellente predicatore e ben voluto dai suoi concittadini, seppe ben presto distinguersi per la sua intelligenza e per le sue grandi energie, tanto che la Chiesa locale gli offrì ben presto la possibilità di diventare vescovo. Rifiutò senza esitazioni, affermando che intendeva dare seguito in tutta umiltà alla sua vocazione di sacerdote, dedicandosi molto alla preghiera.

Trasferitosi a Parigi, si dedicò in particolare agli ammalati di colera. Alcune sue guarigioni ebbero risvolti miracolosi e gli abitanti, entusiasti  anche per il suo straordinario carisma, vollero candidarlo alla carica di vescovo. Ma Aquilino, anche qui, rifiutò la possibile nomina e si mise di nuovo in cammino raggiungendo Pavia verso l’anno 1005.

In quegli anni, in Lombardia, stavano diffondendosi diversi movimenti eretici che contestavano il clero, respingevano i dogmi e addirittura i sacramenti. Aquilino volle combattere a suon di omelie tutte quelle storture che offendevano la fede cristiana e da Pavia raggiunse Milano. Qui attaccò in modo particolare il catarismo, il cui credo si era introdotto in diverse zone europee, cercando di ostacolarne la diffusione e combattendolo sistematicamente.

La veemenza delle sue prediche ebbe effetti contrastanti: convertì parecchi fedeli, ma suscitò enorme rabbia tra i catari. Un gruppo di scalmanati, la sera del 29 gennaio 1015, lo attese al buio presso la basilica di San Lorenzo. Venne assalito e dopo essere stato malmenato, fu pugnalato alla gola e poi gettato, ormai morente, in un corso d’acqua. Il giorno seguente, alcuni facchini avvistarono il cadavere e lo ripescarono. Riconobbero il corpo di Aquilino, che proprio in San Lorenzo aveva lanciato tutti i suoi strali contro i catari, e lo riposero nell’oratorio della chiesa.

Fu poi tumulato nel mausoleo imperiale costruito in onore di Galla Placidia, regina e figlia dell’imperatore Teodosio.

A seguito di eventi miracolosi, manifestatisi dopo le preghiere rivolte dai fedeli ad Aquilino, i facchini milanesi decisero di eleggerlo protettore della loro associazione. Santificato diversi anni dopo, la Chiesa lo ricorda in data 29 gennaio.

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