ACQUE IRRICONOSCIBILI IN DARSENA

di Carlo Radollovich

Numerosi cittadini ricorderanno senz’altro la data del 26 aprile 2015, relativa all’inaugurazione della Darsena milanese.

Il caratteristico luogo, spesso punto di ritrovo nelle giornate festive, appariva meravigliosamente riqualificato. Rimasero amabilmente sorpresi non soltanto gli abitanti della città, ma anche molti visitatori provenienti dall’estero. La giornata era da considerarsi storica, a pochi giorni da quel grande evento che si chiamava Expo.

La nuova Darsena, come si disse in seguito, stava per sposare l’anima dei Navigli con il nuovo, moderno aspetto della città, un luogo che sarebbe stato al centro di diverse attrazioni urbane. Era stata persino inaugurata in loco la mostra fotografica “Milano a fior d’acqua”, veramente suggestiva.

E, a proposito di acqua, colpiva la limpidezza delle acque in Darsena, non inquinate dalle benché minime impurità.

Purtroppo, a un anno e mezzo dall’inaugurazione, quelle acque sembrano aver perso le preziose caratteristiche che avevamo notato allora con meravigliata sorpresa.

Che ne è della raggiunta trasparenza e della nitidezza conquistata dopo anni di degrado ? Certamente l’acqua bassa in Darsena (verificatasi a seguito del periodo di asciutta dei Navigli, indispensabile per consentire la loro annuale manutenzione), ha sconfitto non soltanto la limpidezza, ma ha addirittura favorito lo sgradevole emergere di lattine, bottigliette, sacchetti e altro pattume. Spiace pure notare la presenza di schiuma, di ammorbante mucillaggine e di ammassi di alghe.

E’ vero che le operazioni di pulizia sono già state programmate, ma i Navigli torneranno a godere di un flusso d’acqua regolare solo ai primi di dicembre, cosicché la Darsena continuerà a mostrare un fondale assai basso per almeno un paio di mesi. Nell’impossibilità, appunto per i fondali insufficienti, di inserire la speciale macchina a lame anti-alghe, pure necessaria per la raccolta dei rifiuti, si dovrà, speriamo celermente, ricorrere nel frattempo ad un intervento manuale, magari con speciali retini.

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