PARATIE MOBILI CONTRO GLI STRARIPAMENTI

                                                                       

di Carlo Radollovich

Conosciamo i disagi di certe zone milanesi, e non solo, quando le piogge cadono oltre misura e certi corsi d’acqua esondano, creando allagamenti nelle strade, negli scantinati e notevoli difficoltà nella circolazione di pedoni e di autoveicoli.

Ora, si sta affacciando una novità: sono già state effettuate prove pratiche con particolari barriere mobili da parte del Comune di Milano, barriere costruite con materiale plastico speciale, un metro d’altezza circa, e allestite pure in tessuto. Si tratta in sostanza di lunghi “serpentoni”, trecento metri circa, che si gonfiano all’arrivo dell’acqua e la trattengono, riversandola poi verso aree libere e adeguate.

Pertanto, qualora il Lambro e il Seveso dovessero straripare, si verrebbero a formare vere e proprie paratie gonfiate, in grado di fermare la corsa dell’acqua, indirizzandola poi verso spazi opportuni, ad esempio un parco in disuso o comunque in luoghi lontani dalle case.

Si potrà davvero far fronte concretamente al patema delle esondazioni ricorrenti, eliminando a priori i tradizionali sacchetti di sabbia per adottare queste moderne soluzioni? Sembrerebbe di sì, fiduciosi che i “serpentoni” possano svolgere il loro compito di autentiche barriere, ben governabili, dopo i necessari, ulteriori collaudi. Infatti, verranno effettuate esercitazioni con il personale della Protezione civile verso fine settembre / inizio ottobre, mentre l’operatività di questi nuovi strumenti dovrebbe scattare entro ottobre.  Viene assicurato, da parte delle due importanti aziende del settore che hanno vinto la gara per le relative forniture, che i “serpentoni” saranno pienamente affidabili, efficaci e di facile trasportabilità.

In caso di necessità (augurandoci in ogni caso che i due fiumi continuino a scorrere buoni nei loro letti), vedremo all’opera questi particolari argini artificiali che consentiranno a diversi quartieri milanesi, come l’Isola e Niguarda, di restare tranquillamente all’asciutto. Incrociamo le dita…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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