In Chiesa più donne che uomini

di U.P.#

Perché le donne frequentano con maggiore assiduità la Chiesa rispetto agli uomini? Può sembrare una domanda di relativo interesse, ma sociologi e psicologi se la sono posta e hanno cercato di capire i motivi di questo diverso comportamento.

La ricerca, effettuata dalla sociologa inglese Grace Davie, non si limita ad analizzare l’assiduità della presenza delle donne nelle chiese cristiane e no, ha anche verificato il loro livello di credenza in Dio, nell’aldilà, nel paradiso e nell’inferno.

Alcune analisi statistiche confermano che il divario di genere nella religione è sempre a favore delle donne. Negli Stati Uniti il 40% delle donne si recano almeno una volta a settimana in chiesa contro il 32%  degli uomini; il 64 % di donne prega ogni giorno, gli uomini nel 47% dei casi; le donne considerano la religione importante nel 60% dei casi, gli uomini nel 47%.

Il divario di comportamento tra uomini e donne si eleva bruscamente nei Paesi dell’Europa del sud come Grecia, Italia e Spagna. Tanto per fare un esempio, in chiesa nel nostro Paese va il 20% in più di donne che di uomini; stesso divario, all’incirca, per il tempo dedicato alla preghiera, mentre sull’importanza della religione le donne ne attribuiscono in media di più degli uomini (15 punti percentuali).

Che spiegazioni dare a questi comportamenti così diversi? Qualcuno si è soffermato su cause fisiche, fisiologiche, ormonali o predisposizioni biologiche, altri hanno sostenuto che questo diverso atteggiamento, pur variando nel tempo e nello spazio, sarebbe sempre esistito.

Altri motivi, forse più plausibili, sono il fatto che la religione fornisce elementi di sicurezza di cui hanno più bisogno le donne, che si sentono più insicure e vulnerabili. Forse, anche il loro ruolo sociale, essendo in grado di procreare e portate all’assistenza ai malati, le fa sentire più vicine ai messaggi religiosi.

Altri ritengono che le donne hanno questi atteggiamenti perché restano ancora ai margini della società per quanto riguarda gli aspetti economici (lavoro) e politici, ma appena si potranno ridurre le diseguaglianze anche il loro comportamento religioso potrebbe adeguarsi.

Altro dato interessante è la previsione dello sviluppo delle due religioni più importanti in Europa (cristiana e musulmana) entro il 2050. Secondo, uno studio del Pew Research Center i cristiani diminuirebbero in percentuale di quasi il 18 %, mentre i musulmani aumenterebbero di oltre il 10%.

 

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