Tiziano Fusar Poli: la forza fisica dei colori

di Ugo Perugini#

Personaggio originale e difficilmente classificabile, Tiziano Fusar Poli è un pittore, un artista e non potrebbe essere altrimenti. Ma prima di tutto è un uomo della sua terra, della bassa padana. Lo si capisce dal modo in cui si esprime, diretto, grezzo nella sua coinvolgente esuberanza.

E’ originario di Izano, dove vive, a pochi chilometri da Crema. Un paese di origini contadine ma ricco di monumenti importanti anche antichi e di ville residenziali. Qualche volta, Tiziano frequenta le osterie del paese, senza disdegnare un buon bicchiere di vino, pronto a fare qualche estemporaneo ritratto a quello tra gli avventori che più lo ispira. Sì, perché il disegno e la pittura Tiziano l’ha nel sangue.

E’ una passione che lo ha coinvolto fin da ragazzino. Poi, più avanti nel tempo, ha frequentato l’Accademia Carrara di Bergamo, il Liceo Artistico, è stato anche allievo del pittore cremasco Luciano Perolini.

Ha abbandonato per diversi anni a causa di forze maggiori questa attività, riprendendola ora che è in pensione con moltiplicato entusiasmo. E dinanzi alle sue opere, che spesso, ce lo ha confessato, richiedono anche un anno di lavoro, assume l’atteggiamento di un bambino: stupito, orgoglioso, compiaciuto e geloso del suo lavoro.

Sì, anche perché dentro i suoi quadri, non c’è solo colore, sovrabbondante, carico, materico, pastoso, ma c’è lui stesso con la sua rabbia coloristica, la sua visione quasi perentoria della vita e del mondo, in qualche modo assolutista.

Abbiamo parlato con lui davanti a un buon bicchiere di vino e qualche fetta di coppa e salame e ce lo ha detto, fissandoci con quel suo sguardo disarmante: “Per me, due più due non fa quattro ma cinque e mezzo!”. I personaggi storici che preferisce sono tre, ci ha anche confessato: “Giovanni delle Bande Nere, Bartolomeo Colleoni e Matilde di Canossa”.

Capitani di ventura, condottieri,  personalità prorompenti, leggendarie per le loro imprese, spesso esagerate, e le loro qualità sia fisiche che morali, con grandi doti di comando e fortissime ambizioni. E anche in termini di ambizione Tiziano non scarseggia certo.

Il suo approccio alla pittura è in certi casi iperbolico, gli serve per gestire certi sentimenti contrastanti che abitano il suo spirito, spesso sulfureo, che gli mostra la sua opera come rivalsa, talora spropositata, nei confronti di un mondo che è stato tutt’altro che benigno con lui, grido di ribellione ma, forse anche, di aiuto.

La monolitica certezza delle sue qualità pittoriche è una bandiera che sventola con arrogante candore di fronte a chiunque. Gli studi compiuti, nel bene e nel male, non hanno lasciato sulla sua espressività pittorica tracce particolarmente sensibili.

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La sua era e resta una manifestazione della natura che tracima, difficilmente controllabile, senza argini, il che ha portato molti critici a definirlo un figlio, forse illegittimo, del movimento dei “fauves” per la selvaggia violenza espressiva del colore, steso nella sua purezza e vividezza primigenia.

E’ nel cuore di un colore vivo, uniforme, denso, senza sfumature, che Tiziano Fusar Poli trova se stesso, forse anche un modo per operare la rimozione delle sue angosce, dei suoi incubi più nascosti. Ne escono immagini quasi sovraesposte, alterate, falsate, senza sfumature come immagini deformate da filtri ottici o viste attraverso sguardi febbrili e sofferenti.

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Sono in ogni caso lavori che non lasciano indifferenti. Dietro ad ognuno di essi c’è il suo vissuto, i suoi desideri, le sue passioni, le sue tragedie. Non lo abbiamo mai visto dipingere ma ce lo immaginiamo.

Prepara la tela con gesso, vinavil, acrilico bianco, poi traccia il disegno sempre con il colore blu che è l’unico confine che dà alla sua ansia creativa. Poi lascia libera la fantasia di spremere nei colori tutta la sua furia, che diventa incontenibile ma anche appagante come un’estasi, tutt’altro che mistica, al contrario barbara, ferina.

A luglio, sue opere sono state esposte in una collettiva presso lo Studio Mitti di Alzaia Naviglio Grande, ma nel prossimo futuro lo attendono impegni ancor più prestigiosi, la Triennale a Roma, la Biennale a Venezia e una mostra all’Altare della Patria a Roma.

Chi lo volesse contattare, per acquistare le sue opere o saperne di più sulla sua attività, può chiamarlo al 3801276627.

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