LA QUIETE DOPO LA TEMPESTA A MILANO

di Antonio Barbalinardo

Prendendo in prestito i primi versi della poesia “La quiete dopo la tempesta” di Giacomo Leopardi che dice: “Passata è la tempesta: odo augelli far festa, e la gallina, tornata in su la via, che ripete il suo  verso. Ecco il sereno rompe là da ponente, alla montagna; sgombrasi la campagna, e chiaro nella valle il fiume appare. Ogni cor si rallegra, in ogni lato risorge il romorio torna il lavoro usato ….”.

Anche se questi versi di Leopardi in un senso letterale, non rispecchiano la situazione di ieri a Milano, desidero evidenziare la situazione dopo la tempesta milanese in alcune immagini di Milano vista dall’alto prima e dopo.

Fulmini sopra Casa Milan
Fulmini sopra il palazzo LG e Casa Milan

Ieri in buona parte del territorio della Lombardia e nella città di Milano si sono verificate diverse precipitazioni temporalesche che hanno creato difficoltà e disagi ai cittadini e danni in diverse località. È stata una giornata dove la situazione metereologica ha diviso in due l’Italia per le diverse precipitazioni che si sono verificati, con nubifragi vari, fulmini, tuoni e forti bufere di vento che hanno sradicato e abbattuti alberi al nord mentre c’è stato molto caldo al centro e al sud d’Italia.

Le cime imbiancate del Gruppo Rosa
Le cime imbiancate del Gruppo del Rosa

Nella zona della bergamasca si sono verificate delle grandinate che hanno imbiancato il suolo quasi a sembrare un manto di neve simile a un paesaggio di un periodo invernale.

Gli esperti meteorologi in base alle loro previsioni atmosferiche, riferiscono che tale situazione metereologica sta abbandonando il nord e si sta spostando verso il centro e il meridione d’Italia. Il mio riferimento a tale situazione anomala climatica vuole riportare di quanto si è verificata a Milano città, dove già dalla mattinata di ieri c’è stata una prima precipitazione temporalesca che è avvenuta proprio quando i milanesi si stavano recando al lavoro quindi i disagi sono stati notevoli con allagamenti in diversi punti della città. Dopo la giornata è seguita nel suo movimento regolare di ogni giorno con una temperatura gradevole poiché il termometro si è abbassato di diversi gradi.

In serata invece intorno alle ore 19, il cielo si è oscurato e una forte precipitazione d’acqua si è ancora abbattuta su Milano, precipitazione che ha creato molte difficoltà alle persone che ritornavano a casa dal lavoro, in diversi caseggiati e condomini le cantine si sono allagate poiché l’acqua della serata con quella della mattinata non è stata contenuta negli scarichi fognari con regolarità riversando cosi il tutto dove ha trovato maggior sfogo. Nonostante tutto il nubifragio, i tram, pur un poco a rilento hanno continuato ad andare regolarmente, ero sul tram 19, tornavo dall’Ospedale Sacco, sceso alla mia fermata in piazzale Accursio ho preso in pieno tutta l’acqua che cadeva in forma torrenziale nonostante mi fossi riparato sotto l’impalcatura di un cantiere di lavoro, il bagno d’acqua l’ho preso sia dall’acqua che cadeva dal cielo sia dalla scia degli schizzi creati  dalle auto in corsa che passavano lì vicino.

Albero sradicato in piazzale Accursio
Albero sradicato in piazzale Accursio

La situazione del mal tempo è durata per tutta la serata poiché dopo c’è stata anche una forte bufera di vento che ha abbattuto diversi alberi e scoperchiato anche alcuni tetti dove moltissime sono state le chiamate di soccorso ai Vigili del Fuoco e alle diverse Forze dell’Ordine.

Albero sradicato in via Mac Mahon
Albero sradicato in via Mac Mahon

Alberi divelti ci sono stati in diverse zone della città, nella nostra zona in via Mac Mahon e in piazzale Accursio davanti al Centro Civico, dove già in piena notte le squadre del pronto intervento hanno messo in sicurezza il tutto e la viabilità.

Domanda cui invito i lettori de ilMirino nel riflettere, di chi è la colpa di questi catastrofici eventi climatici, è forse della natura che svolge il suo corso naturale o è colpa nostra che non rispettiamo più la natura?

 

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