Nei boschi, attenti alle punture di zecche!

di UP*

In vacanza, in montagna, è bello passeggiare nei boschi, per ritrovare la quiete lontano dalla atmosfera convulsa e inquinata della città. Però, purtroppo, anche in questi luoghi bisogna prestare la massima attenzione. Esiste infatti la possibilità di essere morsi dalle zecche con conseguenze anche gravi. Il problema è che non è facile accorgersi di essere stati punti da questo insetto. Questo diabolico animaletto, infatti, nella saliva secerne anche una sostanza che ha effetto anestetico.

Ma cosa può succedere si è punti dalla zecca? Gli esperti della Società italiana Malattie Infettive e Tropicali (Simit) segnalano le conseguenze gravi che questo genere di punture possono creare a partire da danni permanenti, fino alla paralisi e alla morte. Infatti si scatena una malattia virale acuta del sistema nervoso centrale, meningoencefalite, che nel 70% dei casi ha un decorso asintomatico ma nel 2% può essere addirittura letale.

Queste zecche purtroppo, non vivono solo in paesi esotici, ma anche in Italia e in particolare nel Nord Est. Il prof. Francavilla che opera a Belluno segnala che dal 1994 ad oggi si sono verificati 194 casi di encefalite da punture di zecche (poco meno della metà di tutte quelle segnalate in Italia), senza per fortuna causare alcun decesso.

Vediamo come si sviluppa la malattia. Il tempo di incubazione varia e i sintomi sono quelli di una normale influenza, seguito da un periodo di sette/dieci giorni di relativo benessere. Poi c’è lo scatenamento della malattia vera e propria. Il problema, come dicevamo, è definire in tempo la diagnosi, visto che non sempre si avverte il morso della zecca. Segnalare al medico i viaggi che si sono fatti, oltre alla descrizione dei sintomi, può essere importante per intervenire con rapidità ed esattezza.

 

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