Pinocchio vi aspetta in via Canonica (Art Gallery 38)

di Ugo Perugini*

Il burattino creato da Collodi è un personaggio immortale. Capace di mille trasformazioni e interpretazioni. Piace ai bambini ma è in grado di coinvolgere anche gli adulti. La sua figura, rivisitata da artisti di ogni epoca e paese, si è caricata di valori simbolici di ogni tipo. E’ stata studiata da diversissimi punti di vista:  psicologico, sociale, religioso, esoterico, ecc.

Il fascino di quel pezzo di legno, di forma antropomorfa, che si anima e che in modo irriverente si confronta con il mondo, è quello della libertà, della possibilità di uscire dagli schemi, dai ruoli, dalle convenzioni, per ritrovare il nostro “io” più autentico: aspirazione universale e spesso purtroppo delusa.

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Alcune opere in Galleria, tra cui quella dedicata a Benigni-Pinocchio

Ora Pinocchio si ripresenta a noi, sempre con il suo fare sbarazzino e un po’ provocatorio, grazie a una mostra che ha il suo fulcro nelle sale dell’Art Gallery 38 dell’Hotel omonimo ma che poi coinvolge numerosi negozi che si aprono lungo tutta la via Canonica. Un Pinocchio, quindi, che non sta mai fermo e che, opportunamente, l’ideatore e organizzatore della mostra Lino Monopoli, ha definito “vagamondo” perché il burattino ha girato in tutto il mondo, diventando quasi un simpatico ambasciatore del nostro Paese.

Altre opere in Galleria
Altre opere in Galleria
Lino Monopoli con la sua opera "L'altalena del potere"
Lino Monopoli con la sua opera “L’altalena del potere”

Lino Monopoli è un po’ un Geppetto redivivo, oltre che scultore di trentennale esperienza,  che si è dedicato alla  realizzazione di numerosissimi “pinocchi” nei materiali più diversi – sempre riciclabili – come legno, pietra, neve persino. L’idea di dedicarsi a questo fantasioso personaggio ha preso forma in lui quando ha avuto la fortuna di imbattersi nel pinocchio, costruito da Oscar Tirelli, servito per alcune scene del famoso sceneggiato televisivo di Luigi Comencini del 1972, che aveva per interpreti, tra gli altri, Nino Manfredi e Gina Lollobrigida.

I Pinocchi che potete già vedere alla Mostra dell’Art Gallery 38, aperta fino a fine mese, saranno i più diversi, tutti realizzati da Lino Monopoli, che ha immaginato il personaggio di Collodi alle prese con le professioni più incredibili: pugile, sciatore, pittore, paracadutista, ecc. Ma anche fustigatore di costumi come nell’altalena del potere, gioco educativo che insegna come sia facile manipolare l’opinione pubblica,  e, persino, impegnato per la pace nel mondo (l’opera è nella vetrina della vicina Farmacia).

Pinocchio, simbolo di pace, nella vetrina della Farmacia
Pinocchio, simbolo di pace, nella vetrina della Farmacia

Ma gli artisti presenti alla mostra che si sono cimentati nelle diverse interpretazioni di Pinocchio sono quasi trenta, pittori, disegnatori, ecc. e durante la vernissage – prevista per sabato 18 giugno alle 18 e 30 – saranno presenti anche uno scrittore Savino Roggia (“Pinocchio ritrovato, edizioni Tecniche Nuove”) e uno scrittore/poeta Alfredo Ferri che, con l’aiuto dell’attore Lorenzo Castelluccio, racconterà la storia del burattino collodiano in lingua meneghina.

Insomma una vera e propria kermesse che Pinocchio, gioioso, furbo e imprevedibile come sempre, avrebbe gradito. Anzi gradirà senz’altro. Perché lui, Pinocchio, sarà lì presente, multiforme e inafferrabile come sempre e pronto a dirvi la sua, se saprete ascoltarlo con spirito libero e aperto.

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