IL DOPO BARBAROSSA E IL BROLETTO

di Carlo Radollovich

La nostra città, dopo essere stata rasa al suolo nel 1162 dal Barbarossa, sembrò rivivere già alcuni mesi dopo con alcune ricostruzioni di abitazioni: poche quelle in legno, pochissime quelle in muratura. Venne data assoluta precedenza alla riedificazione delle mura, ripristinate tra il 1167 e il 1171 sotto la direzione di Gerardo da Mastegnanega.

Il centro di Milano cominciava, seppure lentamente, a delinearsi.

Un certo assetto organico cittadino, tuttavia, iniziò ad evidenziarsi soltanto nel 1228, quando venne posta la prima pietra del Nuovo Broletto (diminutivo di brolo, nome derivato dal celtico “broga”, ossia campo), eretto su un’area cittadina che il podestà Oldrado da Tresseno (1180-1233) aveva fatto espressamente recintare. La costruzione venne ultimata nel giugno del 1233. Tutto aperto da arcate al piano terreno, spiccava per la sua eleganza.

Attorno al Broletto (Palazzo della Ragione) fu creata una vasta piazza e ai lati della stessa sorsero la residenza di Oldrado, la sede dei notai, i locali destinati ai cambiavalute e alle corporazioni.  Nel recinto della piazza furono realizzate sei porte, battezzate con il nome di sei rioni e cioè: porta Ferrea, porta dei Fustagnari, porta della Pescheria, porta Ticinese, porta Romana e porta di San Michele al Gallo.

La piazza, durante il giorno, era frequentata da numerose bancarelle gestite da mercanti, con la sola esclusione di quelle che vendevano prodotti alimentari. Ecco perché si chiamò e si chiama tuttora piazza Mercanti.

Al piano superiore del Broletto vi era un salone assai ampio di quasi mille metri quadrati, salone che ospitava le riunioni del Governo comunale nonché le assise di giustizia.

Il Broletto (vedi foto) ha ben conservato sino ad oggi il suo tipico aspetto medioevale, ad eccezione del sopralzo, dai caratteristici finestroni ovali, fatto eseguire dall’imperatrice Maria Teresa, sopralzo che decisamente stona con le altre parti della costruzione.

Va ricordato che il Broletto rimase sede del Comune per più di cinquecento anni, e precisamente sino al 1786, quando ogni attività comunale venne trasferita nell’attuale via Broletto e precisamente nel Palazzo Carmagnola. Nel 1861, con il nome più moderno di Municipio, tutte le funzioni comunali del vecchio Broletto vennero esercitate presso Palazzo Marino.

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