ALCUNI DISASTRI SUBITI DA MILANO NEL MEDIOEVO

di Carlo Radollovich

Anzitutto va ricordato il tragico assedio di Milano da parte degli Ostrogoti (dal febbraio 538 sino al marzo 539), a capo dei quali vi era il condottiero Uraia, particolarmente feroce, sanguinario e tristemente famoso nella storia di Milano.

Infatti, appiccò incendi ovunque, la città venne in gran parte rasa al suolo e migliaia di persone furono passate per le armi. Il declino di Milano, spopolata e quasi distrutta, durò per diversi secoli. Tanto che i longobardi designarono Pavia come loro capitale e sempre Pavia fu eletta capoluogo sotto il regno dei Franchi.

Un incendio particolarmente violento colpì Milano durante la Quaresima del 1071. Complici un clima particolarmente secco e un vento primaverile costante, le fiamme si levarono minacciose e distrussero la maggior parte di abitazioni costruite in legno. Quali furono le cause di questo esteso divampare dell’incendio, ricordato come “fuoco della cicogna”? Sembra che uno di questi uccelli, nidificanti su torri e tetti milanesi e assolutamente protetti in città niente meno che da un decreto, spiccasse il volo verso alcune sterpaglie bruciate da alcuni contadini nei pressi di porta Vercellina. Da questo luogo la cicogna avrebbe prelevato un piccolo arbusto non ancora completamente spento per poi posarlo sul proprio nido. I rametti secchi del nido presero fuoco e le rafforzate folate di vento sparsero ovunque tizzoni ardenti. Il disastro colpì moltissime famiglie.

Un incendio di portata altrettanto grave capitò quattro anni più tardi, nel 1075. Secondo le cronache dell’epoca, la cause sarebbero da ricondursi ad una “straordinaria meteora di fuoco” che attaccò contemporaneamente più punti della città. Danni enormi coinvolsero alcune basiliche, tra cui San Nazaro, Santo Stefano e la stessa cattedrale Santa Tecla. Qui le fiamme divorarono persino l’altare rivestito d’oro e d’argento.

Ma uno dei capitoli più drammatici della storia di Milano fu scritto nel 1162 quando il Barbarossa (vedi foto) distrusse la città dopo la sua resa, quando la stessa era già capitolata per fame. Come noto, parteciparono a questa tragica distruzione le città alleate del Barbarossa, ossia Cremona, Pavia, Novara, Como e Lodi.

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