LA BATTAGLIA CONTRO IL FUMO

di Carlo Radollovich

Sappiamo quanto il fumo danneggi la nostra salute, il nostro stile di vita, gli stessi familiari che ci siedono accanto, indifesi, mentre noi non riusciamo a staccare dalle labbra le malefiche e insidiose “bionde”.

Ma in passato, o addirittura nel medioevo, quali sistemi venivano adottati per scoraggiare l’uso dei sigari e del tabacco in generale?

La storia ci racconta che il sultano ottomano Murad IV (1612 – 1640), uomo dalla personalità assai decisa, dichiarò guerra al fumo con tutte le sue forze. Erano gli anni in cui il tabacco, importato in Turchia su larga scala, stava sempre più “apprezzandosi” tra la popolazione.   Murad non andò tanto per il sottile e impose addirittura la decapitazione per tutti coloro che fossero stati sorpresi a fumare.  Alcune condanne furono eseguite e queste drastiche misure influirono senza dubbio sul contenimento del vizio. Purtroppo, dopo la sua morte, i provvedimenti anti-fumo si svuotarono a tal punto dell’originario rigore che la popolazione non solo rivalutò il tabacco, ma contribuì a coniare il famoso detto “fumare come un turco”…

Ma lasciamo da parte la storia per osservare da vicino come procede attualmente la campagna contro le sigarette. Vale la pena di osservare attentamente il fenomeno, anche perché, il prossimo 31 maggio, verrà celebrata la Giornata Mondiale Senza Tabacco. Anzitutto si osserva che, nelle nazioni più a settentrione del continente europeo,  fuma il 10% della popolazione, negli Stati Uniti l’11%, da noi il 20% e questo dato non tende a calare. Certo, se raffrontiamo questa percentuale con quella turca, pari al 35%, la nostra posizione potrebbe risultare meno esposta nei confronti del fumo. Ma il “lavoro” di convinzione, nel tentativo di far smettere il vizio, è ancora duro e tutt’altro che semplice. Diversi fumatori (25% circa), interpellati al riguardo e forse spaventati dalle gravi conseguenze che si ipotizzano, promettono di smettere completamente nell’arco di cinque mesi circa. E se si introducesse una pesante tassa sull’acquisto delle sigarette? Il 70% dei fumatori si dichiara favorevole. Ma sarà una risposta sincera? Al di là di qualsiasi previsione, sono in ogni caso da auspicare  strettissime misure, a difesa soprattutto dei giovanissimi.

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