IL RITORNO DELLE CICOGNE

di Carlo Radollovich

Questi inconfondibili uccelli bianchi (con le sole remiganti “dipinte” di nero), di grandi dimensioni, con becco e zampe di colore rosso, possiedono un’apertura alare che supera i due metri. Osservarli mentre volteggiano in cielo, con eleganza e con sofficità ad ogni battito d’ala, significa suscitare ammirazione in tutti noi.

Le cicogne erano presenti in Italia sin dai tempi degli antichi romani. Plinio il Vecchio le descriveva mentre erano intenti a costruire i loro nidi sui cornicioni dei templi.

Poi, all’inizio del Seicento, scomparvero dal nostro Paese, ma all’inizio del 1960, a seguito di un fenomeno che gli ornitologi stanno ancora studiando, si verificarono i primi rientri in territorio piemontese. Susseguentemente altri nidi vennero allestiti, raccogliendo rametti con infinita pazienza, in Lombardia, Veneto, Toscana, Puglia, Sardegna e Sicilia. Nella Piana di Gela si contano attualmente una settantina di coppie e qui tutti i tralicci che sostengono cavi elettrici sono stati opportunamente isolati per prevenire incidenti relativi a possibili folgorazioni.

A proposito del ritorno delle cicogne in Lombardia, si sta impostando un particolare studio a Zerbolò, in provincia di Pavia, per osservare da vicino il comportamento di una quindicina di coppie: le ore di attività al nido, le partenze dal nido stesso, il tipo di cibo recuperato, eccetera. Per la verità, per quanto riguarda il cibo, le cicogne non hanno particolari esigenze alimentari: si nutrono di lombrichi, pesci, rane, ma anche di cavallette, semi o semplici bacche.

Sempre a Zerbolò, una coppia ha costruito il nido su un lampione, all’ingresso del paese. La popolazione locale non si stanca di ammirare questi uccelli, in particolare mentre stanno per spiccare il volo.

Il concepimento dei piccoli avviene durante la tarda stagione invernale affinché le uova possano schiudersi a primavera, in presenza di temperature più accettabili. Infatti, la nascita avviene di norma durante la prima settimana d’aprile e i piccoli crescono molto in fretta. Si pensi che a giugno sono già in grado di volare e a settembre sono in grado di emigrare verso i Paesi africani. Si calcola che rimangano nel Continente nero per circa due / tre anni, prima di trasvolare verso l’Europa e di raggiungere i luoghi ove sono nati.

Diamo il nostro più sincero benvenuto alle cicogne, autentiche sentinelle del nostro ecosistema.

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