La pittura di Pietro Vitale: anche l’aria ha una memoria

di Ugo Perugini-

Mostra di Pietro Vitale alla Galleria Art 38 di via Canonica, 38 dal 28 aprile al 15 maggio. Nelle prime opere di Pietro Vitale le protagoniste erano preferibilmente ballerine. La danza, il movimento, l’abilità di cogliere i gesti nel loro divenire, il senso dell’armonia, il linguaggio di un corpo che si orienta nello spazio alla ricerca di equilibri sottili di forme rarefatte che si materializzano per un istante nell’aria e poi si disperdono.

Con il passare del tempo, l’Artista ha proseguito nella sua ricerca che si è venuta costituendo in modo sempre più rarefatto, etereo, informale. Ecco che sulla carta, resta quasi sempre in sottofondo l’idea del ballo, ma di volta in volta emergono solo le tracce dei movimenti di una ipotetica danza, le parvenze colorate dei gesti di colei o coloro che hanno seguito l’armonia di una musica ignota ma travolgente, vorticosa, avvolgente, affascinante, ma che ora non ci sono più. Un po’ come quei nastri colorati che agitano le ballerine della ginnastica ritmica e che restano impresDSCF3632-minsi nella memoria alla stregua di una fotografia sovraesposta..

Ci sembra che Vitale compia una sorta di misterioso esperimento, che potremmo descrivere rifacendoci a una ipotesi che qualche tempo fa creò scompiglio nel mondo scientifico: cioè la scoperta, mai poi confermata, che l’acqua possieda una memoria.

Nel caso dello spazio, Vitale propone con la sua pittura ad acquerello una ipotesi analoga. Cerca di cogliere quanto è rimasto nell’aria del movimento armonico di una danza che ormai si è conclusa. Sa riesumare con attenzione i colori che si sfaldano, che si allungano, che si stemperano fino a perdersi. Il movimento è colto nella sua essenza storica, traccia di un momento assoluto di armonia, al di là dei corpi che hanno contribuito a crearlo. Insomma con Vitale l’aria, lo spazio stesso mostrano di avere una memoria.

Sta qui la capacità di Vitale. Capacità che ritroviamo anche nei suoi paesaggi, mai statici ma in movimento. In questi casi, egli riproduce il moto del vento che compone e scompone i colori dei prati, cogliendo le armonie dei loro colori in una sottilissima gamma di sfumature che rende viva la natura e la fa respirare. E sotto sentiamo sempre il ritmo del suo respiro e del nostro quando abbiamo la fortuna di coglierne  il senso all’unisono.

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