PARCHEGGIO SELVAGGIO: TOLLERANZA ZERO

di Carlo Radollovich

Alcuni affermano che l’accresciuta attenzione da parte dei vigili per le soste ultravietate, con conseguenti multe poste sul parabrezza, sia da mettere in rapporto con l’applicazione del reato di omicidio stradale, da tempo auspicato e solo da poco in vigore.

Ciò è senz’altro probabile, anche perché sanzionare gli automobilisti sulle scorrettezze commesse in tema di sosta pericolosa, funge da ostico campanello d’allarme per gli utenti della strada, sicuri che in futuro (così si spera) non incorreranno nelle stesse infrazioni.

Resta il fatto che le contravvenzioni stanno fioccando in particolare per soste sulle strisce pedonali, davanti agli scivoli che consentono la salita sul marciapiede ai diversamente abili e la famigerata doppia fila che spesso mette in difficoltà non soltanto i ciclisti perché tendono ad allargare la marcia verso il centro della carreggiata, ma pure gli infelici pedoni.

Nei primi due mesi del 2016, i verbali stilati dai vigili superano già le 180mila unità. Ovviamente, l’argomento “sicurezza” è ciò che in primis fa scattare le sanzioni e tutti gli autisti dovrebbero convincersi che le pesanti “lavate di capo” dei nostri ghisa hanno il compito di farci ravvedere. E’ chiaro che preferiremmo leggere sotto il tergicristallo bigliettini del tipo: “Egregio Signore, la informiamo che la sua vettura è stata parcheggiata in zona vietata e la invitiamo pertanto a rimuoverla prontamente”, ma certi avvisi vengono collocati dagli agenti solo in alcune città svizzere (Losanna, per esempio).

La multa ci indispettisce, è naturale, ma deve farci comprendere, volenti o nolenti, l’importanza dell’avvenuta trasgressione. Proprio ieri, in zona Certosa, assistevo alla sconsolata protesta di una mamma che non riusciva a transitare sul marciapiede con il figlio in carrozzina perché invaso da diverse auto e si vedeva costretta a scendere verso strada con tutti i pericoli del caso.

Particolarmente severa è risultata l’azione dei vigili in piazza Cantore: con i loro tablet fotografavano le auto parcheggiate in zona vietata e poi multavano.

Ecco i punti sui quali si potrebbe forse sorvolare, facendo risparmiare un bel po’ di quattrini agli utenti: soste su marciapiedi particolarmente larghi, accanto ad alberi senza intralciare il passaggio, davanti a passi carrai non utilizzati da anni. Si tratta, ovviamente, soltanto di ipotesi.

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