Bruno Zago. La delicatezza della pennellata. Dal figurativo all’informale.

di Ugo Perugini-

C’è una sensazione di pace, tranquillità nel contemplare le opere di Bruno Zago. Abbiamo davanti tre opere (due le riproduciamo anche qui) che rispondono alla stessa logica: una o più figure femminili dinanzi a una finestra spalancata su un paesaggio di collina o marino. Le si vede di spalle o di tre quarti, ma si intuisce il loro viso radioso.

Il paesaggio (vedi copertina dell’opera “Il mio giardino”) è il vero protagonista, entra nella casa e impronta tutta la scena di sé in un’atmosfera quasi irreale, sfumata, indefinita. Dove i colori caldi ma non invadenti, vedono prevalere numerose gradazioni di rosa e rosso, i toni si stemperano in pulviscoli brillanti e sembra che i colori vogliano impollinare tutta la tela. E’ facile riconoscere in queste opere la grande sensibilità di Bruno Zago, ma, è anche giusto chiederci, chi è, in realtà, questo pittore?

Bruno Zago ha amato il disegno e la pittura fin da bambino, ma si è reso conto ben presto che non basta la passione per realizzare un sogno. Bisogna studiare, e anche chi vuole affrontare un percorso tanto affascinante quanto impervio come quello della pittura, occorre che conosca la storia dell’arte, approfondisca la materia, le tecniche, sappia padroneggiarle.

Per questo motivo, il pittore originario di Spresiano (un paese in provincia di Treviso) ha seguito la Scuola di Nudo a Venezia e ha imparato molto ma anche questo passo non lo reputava sufficiente. Per questo a continuato a studiare frequentando l’Accademia di Belle Arti a Venezia, dove ha potuto laurearsi brillantemente.

Naturalmente, quel pezzo di carta non decreta automaticamente che una persona sia o meno un artista. La scuola offre una opportunità, poi occorre che ci sia la stoffa, cioè che esista la capacità, la  creatività, la sensibilità, l’impegno costante per cercare di trovare il proprio stile espressivo.

E Zago non è il tipo che voglia cullarsi sugli allori. Per lui la pittura è una continua sperimentazione, una faticosa, attenta e appassionata indagine, mai soddisfatta, che partendo da interiori pulsioni, si traduce in una ricerca sui colori, sulla loro armonia, sul loro accostamento e sull’effetto, in termini di emozioni e sensazioni,  che sono in grado di produrre sul fruitore.

L'opera di Bruno Zago "Rosso veneziano", sullo sfondo il mare di Chioggia
L’opera di Bruno Zago “Rosso veneziano”, sullo sfondo il mare della laguna veneta.

Zago, come abbiamo visto, ha realizzato opere figurative, dolcissimi ritratti di donne, paesaggi, anche dal vero (recentemente è stato in Provenza per respirare l’aria di uno dei suoi pittori preferiti, Cezanne) ma il suo percorso negli ultimi tempi si è sempre più indirizzato alla ricerca, in un certo senso più intimista, del valore coloristico disgiunto dalla forma, attratto dalla potenzialità di significato che racchiude il gesto astratto, arricchito da ricerche sulla matericità della tela e dai suoi originali inserti.

Le sue opere sono state esposte in numerosissime mostre collettive e personali dal 2007 in poi in Italia e all’estero. Nell’esposizione che si terrà presso la Galleria Studio Mitti di Alzaia Naviglio Grande 4 dal 28 aprile al 4 maggio, dal titolo “Armonia di luci e colori”, si potranno apprezzare alcune dei suoi lavori che corrispondono ai diversi approcci stilistici dell’Artista, cogliendo in divenire la sua ardita evoluzione, in termini di ricerca coloristica e informale.

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