DUE GIOVANI GRAFFITARI TRAVOLTI DAL TRENO

di Carlo Radollovich

E’ successo ieri sera tra le stazioni Greco Pirelli e Sesto San Giovanni, sotto scrosci violenti di pioggia.

Due giovanissimi writer avevano appena terminato di eseguire un graffito su un muro (circa dieci bombolette di vernice spray venivano successivamente rinvenute in loco), su una parete divisoria che corre parallela alla ferrovia e che avevano in precedenza scavalcato.

La zona, abbastanza isolata, con la sola presenza di alcuni capannoni, era quasi completamente al buio ed essi, per potersi dileguare dopo aver ultimato il graffito, dovevano riattraversare quattro binari in condizioni davvero precarie perché la pioggia ostacolava ogni visuale. E’ anzi probabile che i ragazzi non potessero sentire distintamente lo sferragliare del convoglio in arrivo, anche perché il forte ticchettio prodotto dall’acquazzone, accompagnato da alcuni tuoni, risultava abbastanza rumoroso.

Il macchinista non si accorgeva di nulla e proseguiva la sua corsa in direzione di Lecco, tanto che il treno veniva fermato dalla polizia solo successivamente.

L’accaduto rivelava purtroppo una tragedia: un diciannovenne, sembra di origini russe, moriva sul colpo mentre l’altro, italiano, riportava una ferita alla gamba destra, guaribile in una quindicina di giorni. Quest’ultimo, malgrado fosse sotto shock, riusciva confusamente a ricostruire la dolorosa vicenda, descrivendo in breve anche l’orribile scena della scomparsa dell’amico.

Nella tragica circostanza ci chiediamo quale fascino possa esercitare un semplice muro intonso su giovani e non più giovani writer, per mettersi a dipingere anche in condizioni di pericolo. Significa sfidare certe realtà del mondo d’oggi oppure andare alla ricerca di strani, ma appaganti effetti ottici ? Studiare nel profondo la loro filosofia potrebbe condurci verso una miriade di risultanze, non sempre comprensibili.

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