Sanità: delinquenza, corruzione. Ma c’è chi vuole privatizzare il sistema

Ugo Perugini*

Il Presidente dell’autorità anticorruzione Raffaele Cantone non ha usato mezzi termini: la sanità, per l’enorme giro d’affari che ha intorno, è il “terreno di scorribanda da parte di delinquenti di ogni risma”. Anche se ha sottolineato il fatto che la sanità italiana resta comunque a standard elevatissimi, ha rilevato come questa situazione, unita a sprechi di vario tipo, contribuisca ad abbassare il livello dei servizi.

Dopo vari altri interventi esageratamente critici, la risposta del Presidente della Federazione Asl e Ospedali Fiaso, Francesco Ripa di Meana non si è fatta attendere e ha sostenuto che non bisogna sparare numeri a caso su corruzione e sprechi perché distruggendo l’immagine della gestione pubblica si cerca di orientare l’opinione della gente e la politica verso la privatizzazione del sistema. E, ha sottolineato Ripa di Meana, “non credo che per i cittadini sarebbe un buon affare”.

Insomma, lo tendenza a fare scandalo prevale sulla realtà dei fatti e vengono banalizzate certe affermazioni che contrastano con l’impegno delle aziende che operano nel settore. Secondo Ripa di Meana, il 90% ha adottato misure anticorruzione previste dalla normativa. Voler far passare per banditi coloro che ogni giorno si assumono responsabilità in questo settore sarebbe inaccettabile.

Secondo il Presidente Fiaso, si stanno sempre più diffondendo nelle Asl le buone pratiche della trasparenza e della lotta ai conflitti di interesse, come antidoto alla corruzione e agli sprechi. La buona notizia è che la Fiaso si è alleata con l’associazione “Illuminiamo la salute”, che fa parte di “Libera” di don Ciotti dando vita a un progetto a cui aderisce la totalità delle Asl.

Ecco il logo dell'associazione legata a "Libera" di Don Ciotti
Ecco il logo dell’associazione legata a “Libera” di Don Ciotti

Si vuole passare dalla  logica dell’adempimento burocratico a quella della decisione responsabile e dell’impegno diretto. Guardiamoci da chi lancia accuse generalizzate per scopi poco chiari e teniamo conto del fatto che il settore negli ultimi tempi ha subito enormi tagli e, nonostante tutto, ha retto grazie al lavoro dei medici, manager, infermieri e tecnici.

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