SI DECIDE IL FUTURO DELL’ALBERO DELLA VITA

di Carlo Radollovich

Tutti ci ricordiamo di questa magica struttura, simbolo del Padiglione Italia presso Expo 2015, e ancora oggi ci pare di ammirarla, se chiudiamo gli occhi per qualche attimo…

Al di  là dei particolari effetti di luce che lo rendevano quasi fatato durante le ore serali (l’impianto di illuminazione è stato purtroppo già smontato), raggiunge i trentasette metri d’altezza, risulta composto di abili intrecci tra legno e acciaio (emblema di unione e di collaborazione tra gli uomini) e la sua ampia chioma è evocativa della storia artistica della nostra Italia (detta di Michelangelo perché egli la progettò per la ristrutturazione, a Roma, della piazza del Campidoglio).

Come noto, è stato progettato da Marco Balich, direttore artistico del Padiglione Italia, in collaborazione con lo studio Gioforma.

Va ricordato che, come tutti gli alberi, esso rappresenta non solo la vita ma anche la straordinaria forza generatrice della natura. E’ pure autentico simbolo della proiezione verso il nostro futuro.

Terminata la manifestazione internazionale, si disse che l’elegante struttura non si sarebbe mossa da lì.

Purtroppo, nessuna presa di posizione è scattata dall’ottobre scorso sino a ieri. Ma è probabile che in data odierna, a seguito di un incontro tra Arexpo, Diana Bracco e lo stesso Marco Balich in Regione, una decisione possa essere finalmente concordata.

Anzitutto si ipotizza che il prossimo primo maggio, in occasione dell’anniversario dell’inaugurazione di Expo 2015, possa svolgersi una cerimonia con l’esecuzione di un concerto, senza dimenticare gli artistici giochi d’acqua e gli effetti speciali.

Occorre però soppesare nel modo più pratico come si possa dar vita a tutto ciò, soprattutto sotto il profilo economico. Inoltre, a proposito di effetti speciali, si deve tener conto che l’impianto di illuminazione non è più disponibile, come già accennato all’inizio. Anche il concreto intervento degli sponsor deve essere valutato e a questo proposito si confida anzitutto che Diana Bracco  possa eventualmente inserirsi con l’azienda che dirige.

Entro breve tempo conosceremo il reale destino dell’Albero della vita e tutti ci auguriamo di poterlo nuovamente apprezzare nel suo modo più radioso, con tutte le sue peculiari caratteristiche che lo avevano contraddistinto sino allo scorso mese di ottobre, illuminazione compresa.

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