Giannino Castiglioni, uno scultore milanese da rivalutare

di Ugo Perugini

Non poteva che essere presentato all’Ambrosiana il libro realizzato da Skira sul grande scultore milanese Giannino Castiglioni, intitolato “L’arte del Fare” (foto). Qui, infatti, sono conservati due grandi opere dello scultore, morto a Lierna, sul lago di Como nel 1971. Il primo è Padre Dante che si trova nel cortile interno dell’Ambrosiana insieme ad altri Spiriti Magni (vedi foto) e l’altro è la Medusa, che fa parte della fontana, appesa per la scomposta chioma, colta col gusto che tende a fondere l’umanesimo classico con la cultura cristiana.

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Giannino Castiglioni è uno scultore che va rivalutato, essendo stato spesso oggetto di critica superficiale e faziosità, oltre ché di giudizi rancorosi verso il lavoro da lui realizzato nel corso del Ventennio fascista. La sua collaborazione alla Johnson, la grande azienda di cui il padre era Direttore, fece un po’ passare in secondo piano la sua grande arte scultorea. Ma Castiglioni era uno scultore vero, di tipo rinascimentale, in grado di realizzare le proprie  opere seguendone l’iter in tutte le loro fasi a partire dal lavoro di bottega, al pari di un Brunelleschi o di un Michelangelo.

Altro aspetto che fece passare in secondo piano questa figura fu la fama dei suoi figli Livio, Piergiacomo e Achille. Ma è ora arrivato il momento per ridare a questo personaggio lo spazio e la fama che merita. Giannino fu architetto e urbanista attento al rapporto dell’opera con il suo intorno, cioè al rispetto dell’armonia degli spazi, come nel grande monumento ai Caduti di Milano e alle numerose fontane o Sacrari. Da ricordare, in particolare, la fontana di San Francesco in piazza Sant’Angelo, il Cristo Re all’Università Cattolica, le opere al Monumentale, tra cui la tomba di Campari, Bernocchi e la porta del Duomo di Milano, che ebbe una gestazione piuttosto sofferta con rifacimenti che dimostrano anche l’umiltà dello scultore, capace di adeguarsi alle richieste per essere in sintonia con gli altri lavori in un’opera che data l’importanza “ci trascende tutti”. Senza dimenticare i tanti capolavori realizzati a Roma, compresa la tomba di Pio XI nelle grotte Vaticane.

Ora a Giannino Castiglioni con questo libro curato dall’architetto Eugenio Guglielmi viene riservata l’attenzione che merita e che lo colloca tra i più importanti incisori, pittori e scultori del Novecento italiano. Da ricordare, l’impegno dei suoi famigliari, in testa il nipote che porta il suo nome, per realizzare una grande gipsoteca a Lierna, destinata a conservare gli oltre 400 gessi lasciati dallo scultore, oltre a disegni, bozzetti e altro materiale importante per gli studiosi.

Il volume “L’arte del fare . Giannino Castiglioni, scultore”, edito da Skira – lo ripetiamo – consta di 408 pagine, di cui 40 a colori, e 800 in b/n, e costa 65 euro.

 

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