COMUNE DI MILANO: LE MULTE RIMPINGUANO LE CASSE

di Carlo Radollovich

Palazzo Marino, nel corso del 2015, ha introitato circa 190 milioni di euro a seguito di contravvenzioni varie in città, facendo registrare un aumento del 23% circa rispetto all’anno precedente.

Ma le disattenzioni o colpe dei milanesi commesse in auto (peraltro pagate salatamente in diverse circostanze) si traducono in parte a favore di opere urbane che il Comune realizzerà, speriamo in tempi brevi.

Infatti, è prevista una risistemazione delle vie più acciaccate sotto il profilo dell’asfaltatura, si provvederà a potenziare l’illuminazione pubblica nei punti più critici e sarà meglio protetta l’incolumità di pedoni e ciclisti laddove necessario.

Scendendo nei particolari, si prevede che saranno spesi circa 100 milioni di euro per la sicurezza di tutti noi e precisamente: il 25% sarà destinato al rifacimento della segnaletica stradale nonché alla manutenzione dei semafori o addirittura alla loro sostituzione se molto obsoleti. Un ulteriore 25% verrà impiegato nel rammodernare o nel rendere più funzionanti i mezzi di cui dispone la Polizia Locale. La parte più consistente dei fondi (50% circa) sarà destinata non soltanto all’asfaltatura delle strade più a rischio e all’illuminazione pubblica, come già accennato, ma anche per attuare misure protettive a favore degli anziani, dei bambini, dei ciclisti e soprattutto dei disabili che percorrono le vie della nostra città.

Contemporaneamente, i nostri vigili rinnoveranno la “guerra” a chi guida parlando al cellulare senza le necessarie cuffie o auricolari, a chi si ostina a non voler allacciare le cinture durante la marcia e a chi parcheggerà senza un minimo di riguardo sulle strisce pedonali o sulle piste per ciclisti. Scatteranno ovviamente sanzioni pecuniarie, i cui importi serviranno in parte al Comune per le opere che abbiamo già elencato.

Insomma, le multe già saldate rinsanguano le casse comunali ed è curioso notare come il 75% circa dei quattrini introitati provengano dal minuzioso lavoro svolto dalle telecamere installate, le quali non si fanno scappare gli eccessi di velocità (vedi autovelox), vigilano sulle strade solo parzialmente percorribili (vedi zone a traffico limitato) e registrano tutti gli ingressi “portoghesi” in Area C.

Si ha un certo timore reverenziale nei confronti di tali telecamere quando riusciamo a scorgerle da lontano, è vero. Resta comunque, di conseguenza, una nota molto positiva: rispetto alle morti registrate in città nel 2008 per incidenti stradali (75 casi), nel 2015 esse risultano ridotte della metà.

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