Il triduo pasquale a Pisticci

di  Antonio Barbalinardo

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Panorama del rione Dirupo di Pisticci

Nel rito religioso cattolico, la domenica delle Palme avvia il periodo Pasquale che segue con la Settimana Santa e con il giovedì Santo entrando nel momento religioso e celebrativo del Triduo pasquale che ricorda l’istituzione dell’Eucarestia, e finisce con la Pasqua, domenica di Resurrezione di nostro Signore Gesù Cristo.

In ogni paese, città, regione o nazione di religione cattolica si svolgono riti religiosi sia all’interno delle chiese sia all’esterno, con processioni e manifestazioni che hanno un carattere particolare dove la fede si unisce alle tradizioni in un unico comune denominatore che è quello delle celebrazioni religiose nel ricordo della passione, morte e resurrezione di Gesù Cristo.

In questo periodo di festività pasquale, sono a Pisticci, mio paese d’origine, desidero così riportare per i lettori de Il Mirino un po’ di quello che è il momento religioso che si svolge al mio paese nella tradizione e nella fede dove vede molti riti in particolare durante il Triduo pasquale.

ha lavato i piedi a 11 migranti tra questi tre donne
Il Papa durante la Santa Messa in “Coena Domini” del giovedì Santo ha lavato i piedi a 11 migranti tra questi tre donne

Va riferito che la più emozionante Santa Messa in “Coena Domini” del giovedì Santo è stata senz’altro, quella celebrata dal Santo Padre Papa Francesco presso il CARA, Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo, di Castelnuovo di Porto a pochi chilometri da Roma, dove Papa Francesco nell’Anno della Misericordia, con il suo esempio e il suo insegnamento del messaggio di fratellanza, di amore e di umiltà, lì ha svolto il rito della lavanda dei piedi, simbolo del segno di comunione e di servizio verso gli ultimi e i fratelli più deboli, dove ha lavato i piedi a 11 migranti tra questi tre donne, una mamma di un  bambino di 12 giorni nato nel centro e anche una ragazza italiana operatrice del centro stesso.

Papa Francesco, già il 28 marzo 2013, appena a un mese dalla sua elezione a Pontefice si recò presso il carcere minorile di Roma “Casal del Marmo” e lì lavò i piedi ai giovani reclusi e allora per la prima volta anche a due ragazze.

Va riferito per onore di cronaca che l’istituzione di celebrare la lavanda dei piedi nei riti della Settimana Santa fu promulgata da Pio XII nel 1955 dove con tale gesto rituale il celebrante ripeteva simbolicamente il gesto compiuto da Gesù con gli apostoli. Dal 1955, tutti i parroci, i vescovi e i prelati di ogni ordine celebrano la santa Messa del giovedì Santo con il rito della lavanda dei piedi.

Così ha fatto anche al mio paese, il parroco della Chiesa Madre don Rocco Rosano che ha lavato i piedi ad alcuni ragazzini della parrocchia.

Alla fine della celebrazione della Santa Messa la pisside delle Ostie consacrate è stata portata in processione presso il Ciborio chiamato impropriamente il Sepolcro, luogo addobbato e preparato dai parrocchiani per tenere lì temporaneamente il Santissimo Sacramento.

Ritornando alla Santa Messa del giovedì Santo, i fedeli pisticcesi per tradizione dopo la Messa si spostano presso il Ciborio per raccogliersi in preghiere.

A Pisticci, è tradizione che in tutte e tre le Chiese parrocchiali si celebri la Santa Messa della “Coena Domini” dopo tutti i fedeli si recono in gruppi o individualmente a far visita ai Cibori che sono stati preparati, non solo nelle tre chiese principali parrocchiali, ma anche nelle altre chiesette rionali. Nelle chiese parrocchiali i fedeli si fermano in momenti comunitari per la veglia di preghiera fino a tarda notte.

Il Ciborio nella Chiesa madre di Pisticci
Il Ciborio nella Chiesa Madre di Pisticci

Molti fedeli invece continuano a girare spostandosi a piedi e anche in auto da un luogo all’altro nelle diverse chiese, da creare un intenso movimento di persone lungo le vie del paese, il tutto diventa un momento molto bello, d’incontro anche delle persone che insieme vivono un intenso tempo di fede e di devozione. In ogni chiesa c’è il Ciborio allestito e preparato in modo diverso, dove il tutto è realizzato con paramenti sacri e addobbi particolari floreali e di tendaggi a modo di drappi e baldacchini da rendere il tutto non solo un bell’aspetto scenografico ma di un rilevante momento comunicativo di fede esteriore ma in particolare interiore.

Questo momento delle visite dei diversi Cibori dura per tutta la sera e anche la notte, poiché alcune chiese restano aperte ai fedeli che restano lì a pregare e vegliare il Signore Gesù rappresentato nelle Ostie consacrate, deposte presso il Ciborio.

Il Ciborio nella Chiesa di Sant'Antonio a Pisticci
Il Ciborio nella Chiesa di Sant’Antonio da Padova a Pisticci

Il secondo giorno del triduo pasquale, il Venerdì Santo è molto sentito e vissuto profondamente da tutti i fedeli dove nel pomeriggio, in Chiesa Madre, dopo le celebrazioni della parte liturgica delle letture della Passione di Gesù Cristo, rito che si svolge contemporaneamente anche nelle altre due chiese parrocchiali quali la Parrocchia di Sant’Antonio da Padova e di Cristo Re, dove dopo tale rito della Passione, da ogni chiesa escono in processione le statue dei diversi Misteri della Passione di Gesù Cristo.

Il Ciborio nella Chiesa di Cristo Re a Pisticci
Il Ciborio nella Chiesa di Cristo Re a Pisticci

Tutte le statue sono portate in processione e s’incontrano dopo presso la piazza Plebiscito e da lì proseguono in un’unica processione molto simbolica con tutte le statue che nell’insieme costituiscono le Stazione dei Misteri della Passione. Così la processione delle statue della Passione percorre le vie del paese, accompagnate dalla banda cittadina che intona meste marcette funebri e musiche classiche di Passione, alternati dai canti popolari dei fedeli, dove dopo aver girato le vie principali del paese, si arriva in Piazza Umberto I, e lì si svolge un momento di raccoglimento comunitario con l’omelia tenuta da uno dei tre parroci, seguito dalla benedizione finale e l’avvio delle processioni con le statue che prendono le diverse direzioni per ritornare nelle proprie parrocchie e nelle altre chiese rionali.

La processione di alcune statue dei Misteri della Passione (Pisticci, 2015)
La processione di alcune statue dei Misteri della Passione (Pisticci, 2015)

Il sabato Santo è il momento di riflessione e di silenzio, dove nemmeno le campane suonano. Quando ero ragazzo, non si sentiva nessuna musica in casa, nelle strade e nemmeno trasmesse dalla radio o dalla tv, e se le trasmettevano era soltanto qualche musica classica e religiosa, il tutto in segno di lutto per la Passione di Gesù.

Allora, lungo le vie del paese, dalle diverse abitazioni e nei pressi dei panifici usciva quel particolare odore delle ciambelle e dei taralli pasquali. Oggi questi odori si sentono molto di meno poiché i negozi sono pieni di Colombe pasquali confezionate, che non emanano nessun odore, ma passando nelle vicinanze di qualche panificio si percepisce ancora un poco di quel particolare odore di taralli appena sfornati. Passando lì vicino, chiudendo gli occhi sono tornato con la memoria  indietro nel tempo, di quando ero ragazzo. Allora i taralli erano preparati in casa e le donne li portavano al forno del panificio per farli cuocere e le nostre mamme appena cotti li riportavano a casa così, nelle vie si sentiva quell’odore particolare dei taralli, e si viveva quella atmosfera pasquale fatta non solo di fede e di tradizione ma anche di odori e sapori particolari.

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